“Conte è parso sibillino, ma alla fine potrebbe anche restare! Prospettive economiche da valutare”
A “1 Football Club“, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Franco Piantanida, giornalista Mediaset. Di seguito, un estratto dell’intervista.
In Pisa-Napoli, riesce a trovare due top?
“Finalmente un segnale da Højlund, anche se il gol è arrivato in una partita che contava relativamente. Però continuo a dire una cosa: il Napoli ha bisogno che lui raddoppi il bottino di quest’anno. Per caratteristiche deve diventare un attaccante da almeno venti gol. Poi bisognerà capire chi sarà il prossimo allenatore e come lavorerà con lui. Per L’altro nome sarebbe scontato McTominay, quindi andiamo su Lobotka: di lui ormai si parla sempre, ma è inevitabile. Però aggiungo una riflessione: il Napoli deve capire cosa fare a centrocampo. Lobotka è fondamentale, ma non puoi pensare che resista ancora a lungo con le metodologie di Conte. Il procuratore aveva lasciato intendere qualcosa. Io sono contento per lui: finalmente avrà una settimana di ferie, come chiese in quella famosa quanto polemica intervista. Con Conte è difficile avere momenti di pausa. Manca poco e poi potrà staccare.”
Prima di chiudere: lei che è un esperto comunicatore, come ha interpretato le parole di Antonio Conte? Sono parole d’addio o la sua solita strategia comunicativa?
“Ieri a Pressing abbiamo fatto la domanda: Conte resta sì o no? Dopo quelle dichiarazioni il 95% dello studio ha detto che andrà via. Solo Emiliano Viviano ha detto che resterà. Conte però lo conosciamo. Quello di ieri è un copione che abbiamo già visto: quando dice che il presidente sa già tutto, che la sua volontà è chiara e che per rispetto non parlerà, sta preparando il terreno. Io però mi tengo una riserva. Per me dovrebbe restare a Napoli. Fatico a vedere alternative che abbiano davvero senso per lui. Se non è la Nazionale, quale sarebbe? E sinceramente faccio fatica a immaginarlo in azzurro. Mi sembra più una questione di mercato e di prospettive economiche. De Laurentiis gestisce il Napoli in modo impeccabile dal punto di vista dei conti, ma se un anno spendi 200 milioni non puoi spenderne altri 200 l’anno successivo. Se Conte pretende investimenti enormi ogni stagione, allora diventa difficile. Però non vedo una rottura traumatica come in altre occasioni. Per questo una piccola porta aperta me la tengo ancora.”
