Quagliarella: “Per la Champions devono preoccuparsi le altre, non il Napoli”

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Fabio Quagliarella, in coppia con Diego Perotti, è pronto a giocare il suo primo match alla Pompei Legends Padel Cup, il torneo organizzato dalla Football Service e ne approfitta per parlare di calcio e Serie A ai microfoni de Il Mattino:

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A proposito di calcio. Domani sarà un mezzogiorno di fuoco per la serie A con vista sulla Champions League.
«Di sicuro sarà una bella giornata di calcio».
Pericoli?
«Saranno tutte partite tiratissime e secondo me non faranno la differenza i valori tecnici in campo ma il fattore psicologico. Ma di una cosa sono sicuro».
Prego.
«Per il Napoli quello della qualificazione alla prossima Champions League non è un problema. Fossi nelle altre sarei decisamente più in pensiero».
Perché?
«Non mi stupirei se dovesse arrivare qualche sorpresa».
Di che genere?
«Metterei una fiche sul Como che è stata proprio una bella sorpresa di questo campionato. Al di là dei risultato, il gioco fatto vedere da Fabregas è stato davvero bello e coinvolgente».
Però il Napoli non arriva certamente da un ottimo momento visto il ko interno contro il Bologna.
«Questo è vero, ma i momenti così possono capitare soprattutto a fine anno quando hai speso tanto dal punto di vista fisico e mentale per raggiungere un obiettivo come lo scudetto poi sfumato dopo la partita di Parma. E così un passaggio a vuoto è quasi fisiologico. Saltato il sogno scudetto mentalmente dovevi resettare tutto e abituarti a lottare per un nuovo obiettivo».
Da questo punto di vista, però, c’è un maestro come Conte in panchina.
«Conosco bene Antonio: è uno che non molla mai».
Che idea si è fatto sul suo futuro a Napoli?
«Mi auguro che possa continuare sulla panchina del Napoli, ma in questi casi è importante che la volontà ci sia da entrambe le parti. Conte ha tracciato una linea importante che ha portato anche alla vittoria del quarto scudetto e ora devi capire se si vuole continuare su questa strada».
Dovesse andare via chi le piacerebbe al suo posto?
«Impossibile fare un nome. Sarebbe una domanda da un milione di dollari».
E allora?
«Punterei su un profilo giovane che possa portare qualche idea fresca».
Da attaccante ad attaccante, come giudica la stagione di Hojlund?
«Molto positiva. È un attaccante moderno che con Conte è migliorato tanto soprattutto nel giocare spalle alla porta».
Oggi scende in campo la sua Juve Stabia per l’andata della semifinale dei playoff con vista sulla serie A.
«È un’emozione bellissima, anche se questa squadra da anni ci sta abituando a cose così belle. Vanno fatti i complimenti ai ragazzi per quello che hanno fatto e che stanno ancora facendo senza farsi mai distrarre dalle vicende extra sportive che avrebbero potuto distrarli. E invece no: stanno facendo qualcosa di straordinario. Abate ha dato una bella impronta alla squadra e Lovisa è stato bravo a prendere giovani emergenti di valore».
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