Assenze, emergenze e 36 gol subiti, in pratica una rete a partita

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Purtroppo, da inizio anno, la difesa azzurra non è stata quella che i tifosi azzurri erano abituati a vedere. Soprattutto nelle ultime apparizioni è tornata a mostrarsi molto fragile. 36 gol incassati, in pratica una rete subita a partita. Scrive il CdS: Il Napoli aveva chiuso l’ultima annata col tricolore sul petto e con il vanto di appena 27 gol presi, miglior difesa non solo in Italia ma anche nei Top 5 campionati europei. La differenza di nove reti tra un anno e l’altro, aspettando l’epilogo, si spiega in vari modi, è riflesso dei problemi di un’annata infinita caratterizzata dagli infortuni, le assenze e l’emergenza che ha spesso colpito anche la difesa. Rrahmani, ad esempio, è rientrato solo contro la Cremonese dopo un lungo stop. Di Lorenzo, invece, è tornato proprio contro il Bologna dopo un’assenza di cento giorni. E poi, nel complesso, le assenze a centrocampo – Anguissa, De Bruyne, anche Lobotka – hanno impedito al Napoli di costruire un equilibrio che potesse durare nel tempo. Tante volte Conte è stato costretto a modificare l’undici iniziale oltre ai moduli. Era partito col 4-1-4-1 e concluderà la stagione col 3-4-2-1. La linea difensiva ha avuto vari interpreti, ha scoperto Juan Jesus jolly schierabile ovunque così come Olivera, centrale sia di destra che di sinistra. Solo adesso, col rientro del capitano, ha ritrovato quell’equilibrio nei singoli che, già da Pisa, dovrà condurre il Napoli in Champions”

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