CdS – Napoli-Bologna, cronaca di una gara fra luci e ombre
Il Napoli è uscito sconfitto dal Maradona, contro il Bologna per 2-3, rimandando la qualificazione matematica alla prossima Champions, a domenica contro il Pisa. Il Corriere dello Sport scrive: “L’impatto del Napoli sul terzo round della stagione ricorda molto più quello di novembre al Dall’Ara che la finale di Supercoppa a Riyadh: senza sacre scintille e così morbido da sembrare tenero. Come se la Champions fosse l’obiettivo del Bologna. Ma l’orgoglio, beh, è nell’anima. E il modo in cui Italiano si agita in panchina ne è l’immagine simbolica. I suoi fanno lo stesso in campo diretti da un Bernardeschi chic e ovunque: parte a sinistra e all’improvviso te lo ritrovi a destra. E poi ancora. L’idea di regalargli libertà, di sottrarlo alla morsa Politano-Di Lorenzo aumentando la densità in mezzo con i tre mediani, e le geometrie e i lampi sulla trequarti manda completamente in tilt la fase difensiva del Napoli. La mossa di Vincenzo è vincente e non trova opposizione nelle pressioni avversarie: è Berna a costruire e concludere il gol dell’1-0 e poi a pescare l’inserimento del treno Miranda sul rigore per fallo di Di Lorenzo. In entrambi i casi lo schermo di McTominay in zona è pari a zero e l’agio di inventare calcio è totale. Il Napoli soffre tremendamente i movimenti di Bernardeschi: andrebbe seguito a uomo. E l’inferiorità in mezzo al campo è palese: Conte non riesce a trovare le contromosse. McT e Lobotka sono in un frullatore. E l’1-2 che Di Lorenzo, al rientro dopo 100 giorni, segna al 47′ è una prodezza estemporanea che tiene viva la partita e riscatta la prova fin qui improduttiva di Alisson, Hojlund e Giovane.

