Bologna: la svolta che ne è seguita

0

Da Bologna al Bologna. Sei mesi. Un’era geologica. Di mezzo c’è stato di tutto: per prima cosa la squadra di Italiano si è arenata in campionato, quel 2-0 al Napoli è stata una specie di canto del cigno. Il Napoli si è rialzato, come ha sempre fatto da quando Conte è su quella panchina: ha vinto la Supercoppa a Riad, si è arrampicato al secondo posto facendo illudere per la rimonta all’Inter. E solo nella notte di Copenaghen ha fatto meno di quello che qualcuno si aspettava. Ma era una notte importante. I tre punti in palio con il Bologna consegneranno le basi per un nuovo inizio, con almeno 70 milioni di euro nelle casse del club azzurro. Ma se non sarà con il Bologna, al primo match point, poi ci sono il Pisa e l’Udinese. Insomma, la grande Europa non sfuggirà. E Conte? Bisogna capire se, al di là del feeling con la città che resterà intatto qualsiasi sarà la sua scelta (e quella del patron che pure ha qualche dubbio che dovrà e vorrà esternare al suo allenatore), ha voglia di accettare la nuova sfida. Che non significa ridimensionamento, ma un altro progetto con un monte ingaggi più basso (ora è di 135 milioni, allenatore compreso, e deve scendere a 90-95).

Factory della Comunicazione

Con il Bologna stava per mollare. Ci ha pensato, l’idea lo ha sfiorato, sicuramente. «Nel calcio il compitino non basta: servono cuore, ardore». Quel pomeriggio ci fu la prima scossa. Poi, altre cadute ci sono state, ma in campionato il cammino è stato da leader. Perché a deludere sono stati club come il Milan (senza coppe), la Juventus (che ha cambiato allenatore e sistemato le cose solo con l’arrivo di Spalletti) e la Roma di Gasperini, non certo il Napoli di Conte

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

For security, use of Google's reCAPTCHA service is required which is subject to the Google Privacy Policy and Terms of Use.