Rasmus Hojlund, a secco da quasi due mesi, sa che un attaccante deve fare gol, anche gli attaccanti “moderni”, quelli che aiutano le squadre prima ancora di arrivare in porta, non sfuggono alla legge della rete. «I portieri parano, gli attaccanti segnano», nulla di più “facile”. Di attenuanti, si legge sul quotidiano Il Mattino, ne avrebbe: è stato praticamente l’unico attaccante del Napoli lungo tutta la stagione, non ha mai tirato il fiato, ha perso via via tutti i partner dell’attacco, soprattutto ha seguito ogni direttiva del suo allenatore. Sacrificandosi, non pensando mai solo a sé stesso. L’errore dal dischetto al playoff Mondiale sembra averlo spento.
«Ma l’anno prossimo farò di più» ha confidato ai più intimi, al suo personal trainer così come al suo agente, spesso a Napoli per seguirne il lavoro. 16 gol all’Atalanta, 16 anche al primo anno di United, 10 comunque un anno fa in una stagione altalenante. Rasmus non ha comunque mollato la presa, vorrebbe eguagliarsi almeno nelle ultime tre partite, per raggiungere i numeri di due anni fa e costruire un ponte per l’Hojlund che sarà. Napoli ha puntato forte su di lui pagando allo United 50 milioni di euro, ma la piazza ha bisogno di ritrovare un vero bomber. L’eredità di Mertens e Osimhen è lì ad aspettarlo nella prossima stagione.

