La leggenda narra che Antonio Conte voglia, per le sue squadre, calciatori fatti e finiti. I dati dicono altro. Scrive Il Mattino: “In due anni di Napoli di Conte, in azzurri sono arrivati 22 calciatori per la prima squadra. Tra questi acquisti, appena il 13,6% è rappresentato da calciatori che avevano superato – al momento dell’acquisto – i 30 anni. Si tratta di Romelu Lukaku al primo anno insieme con Leo Spinazzola (entrambi classe 1993) e di Kevin De Bruyne nella passata sessione estiva 2025 (classe 1991). […] Ben altri colpi, invece, hanno rappresentato il cuore delle ultime campagne acquisti targate (anche) Conte. E non soltanto Alisson Santos o Giovane arrivati a gennaio scorso, due poco più che ventenni che fanno da investimento per il club. In totale il Napoli ha portato in azzurro ben otto calciatori (il 36,3% della campagna acquisti) sotto la soglia dei 25 anni al momento dell’acquisto. Calciatori nati dal 2000 che potranno – o avrebbero potuto, in qualche caso – fare da pilastri per il futuro prossimo del club. Ben prima degli ultimi acquisti invernali, c’erano stati Gilmour e Rafa Marin (lo spagnolo può tornare il prossimo anno dopo una buona stagione in Liga in prestito), Marianucci e Gutierrez, Lucca e soprattutto Hojlund, il classe 2003 pagato 50 milioni al Manchester United che rappresenterà il presente e anche il domani azzurro. Insomma, al netto dell’opera di ringiovanimento che pure dovrà essere portata avanti nella prossima campagna estiva dal Napoli, è impossibile negare che il club azzurro ci ha già provato con Conte a darsi un futuro. Senza dimenticare colpi come Beukema, Lang, Neres o Buongiorno, calciatori che avrebbero dovuto essere certezze e che non sempre (alcuni quasi mai) ci sono riusciti. Insomma, anche con un allenatore esigente come Conte, guardare al domani si può”

