Dall’incanto di Napoli al sogno europeo: Kvaratskhelia si prende il PSG e vola verso la seconda finale di Champions
C’erano le notti al Maradona, i dribbling ubriacanti, gli strappi sulla fascia che fecero innamorare Napoli e tutta Europa. E oggi c’è Parigi, c’è il Paris Saint-Germain, c’è un’altra finale di Champions League da protagonista assoluto. La parabola di Khvicha Kvaratskhelia continua a salire, sempre più in alto, sempre più vicina all’élite mondiale.
Quando arrivò a Napoli nell’estate del 2022, in pochi immaginavano che quel ragazzo georgiano dai movimenti imprevedibili avrebbe lasciato un’impronta così profonda nella storia azzurra. In pochi mesi diventò “Kvaradona“, simbolo del terzo Scudetto partenopeo, trascinatore di una squadra capace di dominare la Serie A con un calcio spettacolare. Gol, assist, accelerazioni e una naturale capacità di accendere la partita in qualunque momento: Kvaratskhelia trasformò il Napoli in uno spettacolo continuo.
La stagione dello Scudetto rimane ancora oggi il manifesto del suo talento. In coppia con Victor Osimhen costrì uno degli attacchi più devastanti d’Europa, riportando entusiasmo e orgoglio in una città che aspettava quel trionfo da oltre trent’anni. Ma soprattutto, il georgiano riuscì a fare qualcosa che appartiene solo ai grandi: entrare nel cuore della gente.
Dopo l’esperienza napoletana, il salto al Paris Saint-Germain ha rappresentato la definitiva consacrazione internazionale. In Francia, sotto la guida di Luis Enrique, Kvaratskhelia ha trovato un contesto diverso, più europeo, più internazionale, ma anche più esigente. Eppure l’impatto è stato immediato.
Con il PSG il talento georgiano ha aggiunto una maturità tattica alla sua fantasia. Non solo estro e uno contro uno, ma anche sacrificio, coperture, lavoro senza palla. Una crescita evidente soprattutto in Champions League, dove il numero 7 parigino è diventato uno degli uomini chiave del cammino europeo dei francesi.
Nella finale del 2025 contro l’Inter, vinta dal PSG con un clamoroso 5-0, Kvaratskhelia lasciò la sua firma segnando il quarto gol della serata in quella che fu la prima storica Champions conquistata dal club parigino.
Adesso, dodici mesi dopo, il georgiano è pronto a tornare ancora una volta sul palcoscenico più importante d’Europa. Il PSG ha infatti raggiunto la seconda finale consecutiva di Champions League eliminando il Bayern Monaco in semifinale, grazie anche a una giocata decisiva dello stesso Kvara nell’azione del gol qualificazione firmato Dembélé.
È la fotografia perfetta della sua evoluzione: meno anarchico rispetto ai giorni di Napoli, ma ancora devastante quando accelera negli ultimi trenta metri. Oggi Kvaratskhelia è un calciatore completo, capace di incidere sia nella costruzione sia nelle grandi partite europee.
E mentre il PSG sogna di aprire il ciclo continentale, il georgiano continua a scrivere la propria storia personale. Da Tbilisi a Napoli, da Napoli a Parigi: ogni tappa ha lasciato un segno. Ma il filo rosso non cambia mai. Perchè ovunque giochi, Kvaratskhelia porta con sè quella sensazione rara che appartiene soltanto ai campioni veri: l’idea che, da un momento all’altro, possa succedere qualcosa di straordinario.
A cura di Emanuela Menna.
