Un doppio salto, per nulla facile. Giovane nel Napoli è alla ricerca ancora del primo gol, ma anche di un minimo di continuità in più. Certo, anche ambientarsi maggiormente lo aiuterebbe. Scrive il CdS: “Fino a pochi mesi fa, Giovane era altrove, in Brasile, e in una manciata di mesi s’è ritrovato catapultato in una realtà completamente differente, la Serie A. Poi, dal Verona, ecco il grande salto, un altro: il Napoli con lo scudetto sul petto. In azzurro ha raccolto 12 presenze per un totale di 315 minuti. […] Il Napoli l’aveva scelto durante il mercato invernale come rinforzo per l’attacco assicurandosi un jolly offensivo, una punta (si sente tale) che però agisce anche da esterno (destro), che ha talento, sprint e dribbling. Ha sfruttato questi primi mesi per ambientarsi in un contesto di prestigio e per conoscere le richieste e le esigenze anche tattiche del calcio di Conte. A lezione da Antonio e da tutti gli altri, dunque, in attesa di avere più spazio in futuro. Magari già nelle prossime partite: dal Bologna all’Udinese, passando per Pisa, altre tre gare per chiudere la stagione e per raccogliere altri minuti della sua prima annata italiana. Che è stata intensa, ricca di colpi di scena. Dal Bentegodi al Maradona.”
