Mercato, Conte e ADL per costruire il futuro: i nomi

0

Factory della Comunicazione

I soldi vanno rispettati e trecento milioni circa meritano (forse) ancor di più: in questo pazzo, folle calcio(mercato) che prima o poi si spalancherà ufficialmente al mondo, il gusto di lanciarsi a braccia larghe apparterrà a chi deve inventarsi una vita nuova; ma chi ha dato – eccome – appena dodici mesi fa, prima di osare avrà modo di dare un’occhiata dentro di sé e capire. Il Napoli, scrive La Gazzetta dello Sport, sa di essere forte, lo certifica la sua storia più recente.

Sta tornando in Champions, ha aggiunto due scudetti tra il 2023 e il 2025, ha «fallito» in una sola stagione (quella del 2024) e poi s’è spesa, anzi ha speso: rileggendosi, ripensandoci, osservando il proprio universo sparso nel macrocosmo, sa cosa serve e anche dove. Il calendario che introduce nel futuro ha ancora una pagina bianca e per avviare il Progetto, ovviamente, bisognerà riempirla in due. Il Napoli che verrà può messere disegnato solo e soltanto dopo che De Laurentiis e Conte avranno avuto modo di confrontarsi. Però tra le pieghe e nella penombra qualcosa accade.
 
Il Napoli cambierà, senza essere rivoluzionato, ha valori alti e certi, che lo rendono già competitivo: però sarà necessario intervenire, per esempio alle spalle di Di Lorenzo, davanti al portiere, in mezzo al campo e su una delle fasce. E le idee, si sa, abbondano. In rigoroso ordine alfabetico – e non solo – Kerim Alajbegovic si è preso la scena. Il Napoli s’è fatto avanti ma con giudizio. Sa che il «bambino» (19 a settembre) tornerà al Bayer Leverkusen dal Salisburgo e che non sarà facile arrivare a lui.
Ma al mercato si va per trattare. Anche ad oltranza. E lì davanti un giovanotto con la faccia tosta ci starebbe proprio bene, perché diventerebbe funzionale e asseconderebbe la filosofia di Adl. Il fisico e l’età spingono anche per Arthur Atta (23) che all’Udinese è esploso proprio quando Manna ha scatenato la propria area scouting. I Pozzo hanno allestito una gioielleria che da decenni mette in mostra pezzi pregiati e pure per il francese sarà indispensabile dar fondo a ingenti risorse.
E’ ormai da un anno, forse anche di più, che Janlu Sanchez (22) sembra si intraveda a Castel Volturno. E’ la forza della immaginazione, della fascinazione, però poi lo spagnolo non è mai stato “abbandonato”, anzi, e continua a restare il cosiddetto erede di destra per Di Lorenzo, che ad agosto ne festeggerà 33. Il quarto uomo, con Juan Jesus destinato a congedarsi con l’orgoglio di chi ha vinto due scudetti e soffocato qualsiasi discorso sull’anagrafica, può essere Rafa Marin (24 tra una decina di giorni) che al Villarreal s’è conquistato stima anche dal Napoli, al quale potrebbe rientrare in caso di riscatto non esercitato. E poi c’è comunque monitoraggio su Karim Coulibaly (19 tra due settimane) che comunque costa un botto, come chiunque ormai.
Altro andrà fatto, perché Elmas tornerà al Lipsia. Anguissa (o Lobotka) verranno assediati dai corteggiatori. E poi ci sono uomini che hanno rappresentato investimenti rilevanti e con i quali potrebbe essere possibile ripartire. Noa Lang è costato poco meno d’una trentina di milioni, difficilmente resterà in Turchia, ed a Napoli è sempre considerato un valore non solo economico ma anche tecnico. Nella batteria degli esterni ci può stare, almeno per provare a trovare quell’empatia che non è stato possibile attivare nei suoi primi cinque mesi. Nell’agenda di De Laurentiis, altri riferimenti avranno bisogno di risposte. Alex Meret, per dirne uno, ha giocato pochissimo, quasi niente, e finirà per essere soggetto di analisi approfondita con l’allenatore. La Champions è ormai da certificare, poi si guarderà oltre: il 2027 sta praticamente per arrivare….
Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

For security, use of Google's reCAPTCHA service is required which is subject to the Google Privacy Policy and Terms of Use.