Qual è il destino del Napoli?

Tutto incerto

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Il Napoli, con il pareggio ottenuto nella gara di sabato, ha praticamente ipotecato la qualificazione alla prossima Champions League. Consultando i dati stagionali, la squadra, rispetto alla stagione post-scudetto 2023, ha mantenuto un ottimo rullino di marcia: un secondo posto (o comunque la qualificazione alla massima competizione europea), una Supercoppa italiana e un discreto andamento in campionato.

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Molto meglio rispetto al 2024, quando il Napoli si classificò decimo, arrivando addirittura a cambiare tre allenatori nella stessa stagione, cosa mai accaduta prima sotto la presidenza di Aurelio De Laurentiis.

Qualcosa, però, lascia l’amaro in bocca in questa stagione, nonostante i buoni risultati. La cosa più sorprendente è che molte delle criticità portino ad Antonio Conte, autore comunque di un vero e proprio miracolo sportivo. Nessun allenatore azzurro aveva mai vinto uno scudetto dopo che la squadra fosse arrivata decima l’anno precedente, per di più con un organico ridotto.

Resta il rammarico per un mercato faraonico in gran parte deludente: Lucca, Beukema e Lang, circa 100 milioni complessivi, che oggi forse ne valgono la metà. A ciò si aggiungono le continue defezioni per infortuni muscolari, che mettono l’allenatore e il suo staff sotto accusa.

Lo spogliatoio appare, per certi versi, diviso: Lukaku e Meret ne sono un esempio, mentre altri casi potrebbero emergere nelle prossime settimane. L’aspetto più grave, tuttavia, resta la mancanza di una vera identità di gioco, che ha portato la squadra a dipendere spesso dalle iniziative individuali dei giocatori più talentuosi.

La differenza rispetto al 2024 sembra evidente: allora il Napoli affrontava tre competizioni con giocatori come Cajuste, Natan e Lindstrom; quest’anno, invece, può contare su calciatori del calibro di De Bruyne, Hojlund e Beukema.

L’unico spiraglio positivo è stato il periodo del cosiddetto “patto di Bologna” tra allenatore e squadra, tra metà novembre e dicembre, durante il quale sono arrivati il successo in Supercoppa e le vittorie consecutive contro Atalanta, Roma e Juventus.

La Champions League, invece, è stata un fallimento: il Napoli si è classificato trentesimo, senza riuscire a raggiungere la fase a eliminazione diretta, finendo dietro squadre di livello inferiore.

Considerando che molti top club erano in difficoltà — chi per problemi tecnici, come Atalanta, Juventus e Roma, chi per questioni economiche, come Milan e Inter — era lecito aspettarsi di più.

Resta quindi una domanda: l’allenatore salentino è stato travolto dalle difficoltà o ha perso il controllo della squadra e della società? Riuscirà a invertire la rotta o saluterà a fine stagione?

Non resta che attendere: il tempo, come sempre, sarà galantuomo.

A cura di: Luigi Ferrigno

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