L’ex Di Napoli a “Il Mattino”: «Il secondo posto sarebbe un grandissimo risultato»

«Conte resti in azzurro. In Italia manca il coraggio, non il talento»

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Ha conosciuto Napoli e Milano, soprattutto ha conosciuto Napoli Inter. Le squadre che si passeranno – con ogni probabilità – ancora una volta lo scettro di campione d’Italia.

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Arturo Di Napoli oggi il calcio lo guarda da dentro, ma con veste nuova, e spera di assistere a un match che sia all’altezza a Como sabato pomeriggio.

Che stagione è stata per il Napoli?
«Nonostante tutti i problemi, il secondo posto sarebbe un grandissimo risultato. Deve mantenerlo in questo finale. Ma con la squadra al completo, magari, avrebbe potuto giocarsela fino alla fine».

Sarebbe giusto continuare con Conte?
«Se fossi un tifoso del Napoli mi augurerei di sì. Il progetto deve andare avanti. Oggi il Napoli è una big a tutti gli effetti, ha recuperato il gap con tutte le altre grandi. Anzi, fa notizia quando non vince. E per il centenario spero che lui e De Laurentiis possano andare avanti insieme».

L’Inter vincerà uno scudetto meritato.
«Sicuramente. Sono stati praticamente sempre in testa quando contava. Soprattutto sono stati bravi a rialzarsi quando nessuno lo pensava possibile. Non era facile tornare a vincere subito dopo la scorsa stagione, il campionato e la finale di Champions persi in quel modo».

Che passaggio fu il suo nel ’97?
«Emozionante. Per me e per tutta la mia famiglia, da napoletani si può immaginare il sentimento di lasciare l’azzurro per raggiungere Milano. Mi ritrovai in una Inter piena di talento, come era tutto il nostro campionato».

Oggi, invece, non è più così.
«Siamo in difficoltà, dobbiamo dircelo e non nascondere la testa sotto la sabbia. Ma andrebbe rimodernato tutto: i settori giovanili sono il vero disastro. Rispetto a quando giocavo io, qualità e ritmi sono calati. E questo dobbiamo ammetterlo a noi stessi».

Le gare di Champions sono state l’ennesima prova.
«Sì, facciamoci un bagno d’umiltà. Ma non vedo un abisso tra noi e loro. Siamo sempre stati bravi nell’organizzazione, dobbiamo tornare a esserlo. Il cambiamento è complicato, fa paura, ma va fatto. A noi manca la cultura del coraggio. Non credo che sia tutto da buttare in Italia. E il talento ancora c’è».

 

Fonte: Il Mattino

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