Mondiali-caso Iran: le ultime sul possibile ripescaggio dell’Italia

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L’Iran è stata esclusa dal Congresso FIFA in programma a Vancouver, dopo che le autorità canadesi hanno bloccato la delegazione all’aeroporto di Toronto. Tra i respinti anche il presidente federale Mehdi Taj, nonostante fosse in possesso di un visto temporaneo. L’episodio aumenta l’incertezza sulla partecipazione dell’Iran ai Coppa del Mondo FIFA 2026.

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Il Congresso rappresenta un passaggio decisivo per l’organizzazione del Mondiale e per affrontare il “caso Iran”. L’assenza dei dirigenti direttamente coinvolti complica il dialogo e lascia aperta ogni ipotesi: dalla risoluzione diplomatica fino a una possibile esclusione della nazionale asiatica. La situazione è già apparsa critica nei giorni precedenti, con l’annullamento di alcune amichevoli preparatorie a causa di tensioni politiche.

In questo scenario si inserisce il tema Italia. La Nazionale, non qualificata, ha ufficialmente escluso ogni ipotesi di partecipazione, posizione ribadita dal ministro Andrea Abodi e dal presidente del CONI Giovanni Malagò. Tuttavia, negli Stati Uniti emergono pressioni informali per un eventuale ripescaggio: tra i sostenitori anche Paolo Zampolli, vicino al presidente Donald Trump. La città di Seattle, sede di una gara dell’Iran, ha simbolicamente aperto all’ipotesi di ospitare l’Italia.

La decisione finale, secondo quanto riportato da ilmattino, spetta alla FIFA, che dovrà esprimersi entro l’11 maggio. La questione resta aperta e fortemente condizionata da equilibri politici oltre che sportivi.

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