Cds Campania – “IL NAPOLETANO”. ‘Ieri, oggi, domani: KDB vuole vincere anche al Maradona’
Kev tra presente e futuro: la famiglia ama la città e con la squadra punta a tornare subito in Champions

Napoli ha stregato De Bruyne

E sabato al Sinigaglia guiderà l’attacco da trequartista
K evin De Bruyne, uno dei principi azzurri che insieme al re (Diego) hanno riempito di classe i cento anni di storia del club, si prepara a sfilare sulla passerella del centenario con la solita eleganza. Tradotto: il suo futuro sarà ancora il Napoli, a meno di clamorosi stravolgimenti
che in questo momento non sono all’orizzonte. E così, si direbbe che il meglio deve ancora venire: ha giocato troppo poco e ha avuto troppa sfortuna nella sua prima stagione italiana dopo dieci anni di spettacolo al City. Ha pagato dazio, Kev, ma anche nel giorno in cui s’è piegato al dolore, in lacrime, è riuscito a riempire di significati e dignità l’uscita di scena: s’è infortunato segnando il gol dell’1-0 con l’Inter su rigore. Quando si dice un predestinato, un giocatore speciale. Era il 25 ottobre. Qualche giorno dopo si sottopose a un intervento in Belgio, il secondo in pochi anni alla coscia destra: lesione davvero importante al bicipite femorale, tempi lunghi e nuvoloni neri all’orizzonte. In tanti, tantissimi, hanno pensato che non sarebbe mai più rientrato: qualcuno in assoluto, altri con il Napoli. E molti erano convinti che una volta a Castel Volturno avrebbe trascorso le giornate a inseguire vanamente una condizione irraggiungibile.
che in questo momento non sono all’orizzonte. E così, si direbbe che il meglio deve ancora venire: ha giocato troppo poco e ha avuto troppa sfortuna nella sua prima stagione italiana dopo dieci anni di spettacolo al City. Ha pagato dazio, Kev, ma anche nel giorno in cui s’è piegato al dolore, in lacrime, è riuscito a riempire di significati e dignità l’uscita di scena: s’è infortunato segnando il gol dell’1-0 con l’Inter su rigore. Quando si dice un predestinato, un giocatore speciale. Era il 25 ottobre. Qualche giorno dopo si sottopose a un intervento in Belgio, il secondo in pochi anni alla coscia destra: lesione davvero importante al bicipite femorale, tempi lunghi e nuvoloni neri all’orizzonte. In tanti, tantissimi, hanno pensato che non sarebbe mai più rientrato: qualcuno in assoluto, altri con il Napoli. E molti erano convinti che una volta a Castel Volturno avrebbe trascorso le giornate a inseguire vanamente una condizione irraggiungibile.
Fonte CdS
