Piccari frena: “Non è Calciopoli, ma un’arbitropoli”

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A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto – in esclusiva radiofonica in Campania – Marco Piccari, giornalista direttore di TUTTOmercatoWEB Radio. Di seguito, un estratto dell’intervista.

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Direttore, è l’ennesimo schiaffo alla credibilità del calcio italiano: finirà tutto in una bolla di sapone oppure pensa che stavolta qualcuno pagherà?
“Questa situazione è nata in maniera davvero bizzarra. Partiamo dalla denuncia di un tifoso, che già di per sé è un elemento particolare. Poi si parla dell’esposto di un’assistente arbitrale che si sarebbe sentita penalizzata. Io credo che, per quello che sappiamo oggi, non siamo di fronte a una nuova Calciopoli. Io mi attengo ai fatti emersi finora: non posso fare sentenze, non è il mio ruolo. C’è qualcosa che non mi torna, mi sembra più una lotta interna al mondo arbitrale. Se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi, ma al momento è difficile capire la portata reale della vicenda. Ho sempre visto Gianluca Rocchi come una persona seria: può aver sbagliato nella gestione tecnica, ma faccio fatica a credere a ciò che si legge in questi giorni. Voglio capire meglio come evolverà la situazione, ma ripeto: mi sembra più una ‘arbitropoli’, una questione interna. Non ci sono club coinvolti, quindi non si può parlare di sanzioni a società o dirigenti. Resta comunque uno schiaffo alla credibilità del calcio italiano, su questo non c’è dubbio.”
Ci auguriamo che tra qualche mese il suo parere non cambi, perché vorrebbe dire che la situazione è più grave di quanto sembri oggi.
“È chiaro. Dobbiamo aspettare che escano gli atti e poi commentare. Oggi faccio fatica a parlare di scandalo come Calciopoli. Rispetto chi la pensa diversamente, ma non sono d’accordo. Siamo un Paese garantista e bisogna mantenere calma.”
Attendiamo quindi gli sviluppi delle indagini e restiamo fiduciosi.
“Sì, bisogna avere calma. Lo dico sempre: tra radio, tv e social invito tutti alla prudenza. Il nostro calcio è già in difficoltà e non ha bisogno di ulteriori scossoni. Aggiungo una cosa: anche se fosse vero che Rocchi è intervenuto per correggere un errore, il protocollo non lo consente e quindi sarebbe comunque sbagliato. Però bisogna anche capire la natura del gesto: se si tratta di un errore di protocollo fatto per correggere un errore evidente, allora è diverso dal parlare di illecito grave. Ma ripeto, non sappiamo ancora nulla con certezza: bisogna capire chi ha fatto cosa e con chi.”
Torniamo a parlare di calcio giocato: l’Inter si avvia a vincere lo Scudetto, ma si parla poco di Cristian Chivu. È sicuro che resterà sulla panchina nerazzurra anche nella prossima stagione?
“Non è così scontato. Bisogna capire se ci sono squadre interessate o se ci sono valutazioni interne. Qualche frizione recente sembra esserci stata, anche alla luce di alcune dichiarazioni. Aurelio De Laurentiis, ad esempio, è uno che valuta sempre tutto attentamente. Chivu ha ancora un anno di contratto, ma è chiaro che bisogna capire quali siano le prospettive sia della società sia dell’allenatore. Secondo me il tecnico dovrà chiarire presto la sua posizione. C’è anche il tema della Nazionale: mi risulta che i nomi siano due, Massimiliano Allegri e Antonio Conte. È una situazione in evoluzione.”
Come si fa però a essere così certi sui nomi per la Nazionale senza un presidente della FIGC? Dobbiamo dare per scontato che sarà Gabriele Gravina?
“Gli do una percentuale molto alta in questo momento. Poi vedremo, ma gli indizi portano in quella direzione. Anche la posizione del CONI contro il commissariamento è un segnale importante. Considerando anche la presenza di Giovanni Malagò in questo contesto, direi che sono elementi che fanno pensare. Non è un dettaglio da poco.”
Ai microfoni di Napolità si è gentilmente concesso l’avvocato Angelo Pisani, legale rappresentante del Club Napoli Maradona: “Innanzitutto io già sapevo di questa situazione. Il mio amico Diego Armando Maradona già vent’anni fa mi aveva anticipato lo stato del calcio italiano, il marciume che lo governava e tutto quello che sarebbe successo. Le sue parole sono state come il vangelo, tutto quello che mi disse si è verificato, aldilà dell’inchiesta tutti quanti possiamo vedere cosa succede ad ogni partita. C’è qualcosa di più grave? Sicuramente la colpa non è solo di Rocchi. Se l’inchiesta si verificherà vera e fondata senza dubbio non possiamo attribuirla ad una sola persona. Ci sono squadre che ne hanno tratto vantaggio e altre che ne hanno tratto svantaggio da questa situazione, di conseguenza il campionato è falsato. Da qui nasce sia la richiesta di sospensione della Serie A sia la richiesta di sospensione dell’assegnazione dello Scudetto. In questo caos attribuire un titolo ad una squadra e poi doverlo revocare farebbe fare brutta figura all’Italia”.
Stando alle ultime notizie, l’Inter non sarebbe indagata: secondo lei perché?
“Al momento non ci sono squadre indagate, ma ciò non vuol dire che non abbiano tratto vantaggio da eventuali combine che ci sarebbero state. La giustizia sportiva dovrebbe aprire un fascicolo, farsi trasmettere gli atti e sanzionare chi ha ricevuto dei vantaggi”.
Quanto accaduto, può essere paragonato allo scandalo di Calciopoli o è addirittura più grave viste anche le “riunioni segrete” a San Siro?
“Dal punto di vista etico è più grave, perché soprattutto dopo Calciopoli commettere nuovamente questi errori vuol dire non aver capito nulla dai nostri errori. Gli eventuali responsabili se ne infischiano delle giustizia italiana e dello sport. Abbiamo visto che nel mondo dello sport purtroppo troviamo tantissime violazioni, anche il caso plusvalenze è un problema. Si ammettono squadre con milioni e milioni di debiti, mentre se pensiamo al Napoli qualche anno fa per pochi milioni è stato fatto fallire, questa non è una posizione di parità, c’è chi figl’ e chi figliastr’”.
Negli ultimi giorni ha parlato anche il presidente della Lega Serie A Simonelli: cosa ne pensa delle sue parole? E’ sbagliato pensare che il problema riguardi tutto il sistema?
“Simonelli non può dire che il campionato non sia falsato. In primis perché nessuno conosce le indagini, e in secondo luogo se ci sono dei responsabili di conseguenza c’è un inquinamento nel calcio italiano. Tutti i tifosi, utenti e scommettitori hanno il diritto di chiedere conto di eventuali danni. Un’altra cosa scandalosa è che la giustizia sportiva limita i diritti dei veri protagonisti dello sport che per numero ed interesse non sono solo i giocatori, ma anche i tifosi e tutti i soggetti che seguono il calcio. Questi soggetti non possono difendersi e chiedere giustizia perché c’è questa maledetta riserva di giustizia che non fa andare avanti indagini, che archivia qualsiasi segnalazione e non legittima i cittadini a chiedere giustizia. Quello che noi faremo è ripetere l’esposto fatto per Napoli-Atalanta e chiederemo alla procura di Napoli di indagare su eventuali reati di frode sportiva per le partite di quest’anno, perché per adesso stiamo vedendo quelle legate al 2024, ma dobbiamo anche considerare quelle attuali, curiamo il malato prima che muoia. Tutte le procure dovrebbero attivarsi per punire questi reati che sta ravvisando la procura di Milano. Dobbiamo tradurre e capire i reclami fatti da Antonio Conte quest’anno, dicendo che lo spogliatoio erano danneggiato da dei mali oscuri ai quali ovviamente si era sottomesso”.
Parlando del “Gioca Jouer” il codice segreto di Rocchi, se realmente fosse accaduta questa cosa, cosa rischierebbe?
“Rocchi se risulterà responsabile rischierebbe delle pene altissime, i reati come frode sportiva e truffa portano a delle pene che arrivano anche a condanne di vent’anni, ma ovviamente tutto questo deve ancora essere certificato”.
Cosa si auspicherebbe per far sì che possano cessare tutte queste problematiche nel calcio italiano?
“Se la FIGC e la Lega Serie A non accetteranno la nostra richiesta di sospensione del campionato siamo pronti a chiedere il commissariamento di questi enti sportivi, nel rispetto delle regole di trasparenza, correttezza e buona fede. Mi auguro che le squadre oneste vincano questa battaglia di onestà, correttezza e di esempi che deve servire ai più giovani. Nascondere ancora la polvere sotto al tappeto non servirà a nulla”.
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