Durante la trasmissione “Salite sulla giostra” su Stile TV, condotta da Raffaele Auriemma, sono intervenuti Sergio Santoro, legale di Antonio Zappi, e Ottavio Bianchi.
Santoro ha commentato la conferma della squalifica di Zappi, sostenendo che “il diritto c’entra poco” e che, pur esistendo motivi giuridici validi, la vicenda sarebbe stata influenzata dal contesto, in particolare dalle dimissioni del presidente FIGC. Ha denunciato irregolarità procedurali, tra cui l’uso di un esposto con firma falsa e la mancata possibilità di controinterrogare i testimoni: “è stata violata la parità delle armi, il contraddittorio, i principi generali del processo”. Secondo Santoro, “accusa e giudizio si sono unite sotto una sola bandiera e questo è vietato”.
Ha inoltre criticato il sistema della giustizia sportiva italiana, affermando che “porta conseguenze gravissime per chi è incolpato e quindi deve essere accompagnata dalle massime garanzie”, aggiungendo che “non ha adeguato le proprie regole a quelle dell’ordinamento generale”. Ha sottolineato che il caso potrebbe proseguire fino al TAR e alla Corte Europea: “è una via crucis”, ma “la battaglia non è finita” e rappresenta “una battaglia di legalità”.
Sul piano istituzionale, ha escluso il rischio immediato di commissariamento dell’AIA, definendolo “l’estrema ratio”. Ha infine espresso dubbi sull’esposto iniziale, ipotizzando che “chi ha fatto questo esposto volesse nascondere qualcosa”, e ha dichiarato di voler spingere Zappi a continuare la battaglia.
Ottavio Bianchi ha invece offerto una riflessione sul calcio italiano, definendolo “di quinta fascia” e lamentando la mancanza di talenti e vivai: “tutti i giocatori migliori non sono in Italia”. Ha giudicato comunque positivo il campionato del Napoli: “non sono deluso, è stata un’ottima stagione”, pur aspettandosi di più nelle coppe.
Sul Como ha osservato che è un modello basato su figure straniere: “il Como tutto fatto da stranieri è nell’élite del campionato italiano e ci sarà un perché”. Infine, ha criticato il sistema calcistico italiano sottolineando l’assenza di giovani locali: “senza i giocatori locali, senza i giovani staremo sempre a guardare gli altri giocare”.
