Il 29 aprile 1990 Napoli ha completato l’impresa: lo scudetto è tornato sul Golfo. Allo Stadio San Paolo la squadra di Diego Armando Maradona ha battuto la Lazio e ha conquistato il secondo titolo della sua storia. La partita decisiva è stata risolta da un gol di Marco Baroni, firma inattesa ma decisiva di una stagione combattuta fino all’ultimo turno.
La sfida con la Lazio, tesa e vibrante, è stata il capitolo conclusivo di un campionato vissuto con il fiato sul collo del Milan. Il vantaggio di Baroni ha liberato l’urlo di un San Paolo gremito come nelle grandi occasioni e ha messo in discesa una gara che il Napoli ha poi protetto con concentrazione, lucidità e la consueta solidità difensiva. Al triplice fischio l’abbraccio tra giocatori e panchina ha dato il via all’apoteosi.
Il successo partenopeo ha reso vana la goleada del Milan contro il Bari nell’ultima giornata. I rossoneri hanno chiuso con un ampio successo ma senza poter scalfire la vetta: il titolo è rimasto saldamente in mano agli azzurri. In coda, invece, è arrivato il verdetto più amaro per diverse piazze: sono retrocesse in Serie B l’Ascoli, la Cremonese, l’Udinese e il Verona.
Napoli ha trasformato il trionfo in una festa collettiva. Dalla zona del San Paolo alle strade del centro, fino ai quartieri popolari, la notte si è accesa di cori, caroselli d’auto, fuochi d’artificio e improvvisati spogliarelli sui cofani. La squadra, al termine dei festeggiamenti nello stadio, ha celebrato il titolo in serata a bordo di una nave nel Golfo di Napoli, ospite del presidente Corrado Ferlaino: un lungo giro tra le luci del mare, salutato da sirene, bengala e una miriade di barche, simbolo di una città intera affacciata sull’acqua per rendere omaggio ai campioni d’Italia.
L’euforia ha avuto anche un lato amaro. Nel bilancio dei soccorsi legati ai festeggiamenti si contano circa cento feriti e un morto, conseguenza di incidenti e malori che hanno accompagnato una notte senza sosta. Le forze dell’ordine e i sanitari hanno lavorato a lungo per far fronte all’ondata di entusiasmo che ha travolto ogni angolo della città.
Questo scudetto è stato più sofferto del primo, ma forse proprio per questo più gustoso, come riassume il titolo che accompagna la prima pagina. Il Napoli ha saputo reggere la pressione fino all’ultimo, trovando nella spinta del San Paolo e nel carisma del suo capitano Maradona le energie decisive per non cedere terreno. Il gol di Baroni alla Lazio è diventato la fotografia perfetta della stagione: attenzione, coraggio e determinazione, qualità con cui gli azzurri hanno saputo piegare gli avversari e respingere la rincorsa milanista.
Per la città è un ritorno alla gioia scudetto dopo il trionfo del 1987. La festa ha invaso piazze e vicoli, i balconi si sono riempiti di bandiere e sciarpe, le edicole hanno esaurito i tricolori. L’eco della notte sul mare, con la cosiddetta “nave dello scudetto”, ha completato un rituale che già appartiene alla memoria collettiva partenopea.
Il 30 aprile 1990, all’indomani del trionfo, resta l’immagine di Napoli che si risveglia campione d’Italia, con una squadra capace di ritrovare la vetta dopo tre anni e di incidere un’altra volta il suo nome nell’albo d’oro. Un successo maturato sul campo e celebrato da un popolo che, ancora una volta, ha fatto sentire la propria voce fino all’orizzonte del Golfo.
Nota editoriale
Il presente articolo è stato ricostruito e parzialmente riscritto mediante strumenti di intelligenza artificiale a partire da materiali d’archivio incompleti. Pur nel rispetto dei contenuti informativi originali, il testo potrebbe non riflettere integralmente lo stile, il tono o alcune sfumature dell’articolo pubblicato all’epoca.
Fonte: Il Mattino
