Caso Rocchi e precedente Trentalange: Gallinelli rompe il silenzio su dimissioni, VAR e giustizia sportiva

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A Stile TV nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra” di Raffaele Auriemma è intervenuto l’avvocato Paolo Gallinelli, legale di Alfredo Trentalange nel caso D’Onofrio. A seguire le sue parole: “Trentalange venne messo in condizione di dimettersi e poi venne prosciolto da tutti i capi di imputazione e si trattava di un procedimento disciplinare e sportivo, non certamente penale, come in questo caso. Sono molto amico dell’avvocato di Rocchi, non so quali saranno le mosse di Rocchi e del suo legale, il fatto di non rispondere però, non equivale ad ammettere le responsabilità. E’ in diritto di un indagato di avvalersi di tutti i diritti che il codice mette a disposizione. Si tratta di indagini di corso e Rocchi potrà rispondere dopo che le stesse avranno fatto il loro corso. Credo che dopo aver conosciuto le contestazioni e gli atti di indagini, Rocchi darà il proprio contributo investigativo. Non sappiamo se sono stati sentiti testimoni, o cosa abbiamo detto, sappiamo ancora troppo poco. L’Aia aveva un ottimo rappresentante, dal punto di vista tecnico e organizzativo che era Trentalange che è stato perso, per la nomina di un procuratore arbitrale che solo dopo è emerso ciò che faceva e non di certo per responsabilità di Trentalange come è stato riconosciuto. L’AIA ha perso, a mio avviso, un ottimo rappresentante. Quindi, invece di migliorare si peggiora. Anche il discorso del Var andrebbe risolto a monte, c’è un problema applicativo, non normativo a mio avviso. Si pensa più alle modifiche, alle novelle legislative che occuparsi dell’applicazione valida. Trentalange si è ricandidato e non è stato eletto, dico che in questo mondo non si valorizzano le persone brave, non so se deciderà di candidarsi ancora. Sarei presuntuoso se ricordassi io Trentalange cosa ha fatto e cosa ancora fa per il mondo del calcio. E’ un tecnico, ha goduto di stima a livello nazionale e internazionale, ma sappiamo tutti ciò che è successo. Zappi non si è dimesso nonostante i due provvedimenti, Trentalange si è dimesso immediatamente. Ma poi viene prosciolto e non si recupera nulla e mi piace ricordare che Trentalange si è dimesso per amore dell’Aia, per evitare il commissariamento”

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