Gianluca Rocchi indagato, tanta carne a cuocere in questo periodo. Ecco quello che può accadere

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Al momento, sappiamo che esiste un’indagine penale, con avviso di garanzia, relative ad alcune ipotesi di reato di frode sportiva, con specifico riferimento ad alcune condotte

 

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Il calcio italiano rischia di perdere nuovamente la faccia. È finito sotto la lente di una Procura della Repubblica – in questo caso in quella di Milano – per l’indagine per «frode sportiva» nei confronti del designatore degli arbitri di Serie A e Serie B, Gianluca Rocchi. Di certo non è un bellissimo momento. In primis, per i 13 mesi di inibizione comminati al presidente dell’Aia Antonio Zappi da parte del Tribunale Federale Nazionale. Le accuse portate avanti dalla Procura guidata da Giuseppe Chiné riguardano le presunte pressioni che il presidente avrebbe esercitato sugli ex designatori della Serie C Ciampi e della Serie D Pizzi in occasione dell’ultima tornata di nomine dei cosiddetti Organi Tecnici, la prima gestita dal Comitato Nazionale neo-eletto a seguito delle elezioni svoltesi poco più di un anno fa, il 14 dicembre 2024.

 

 

In secondo luogo per il terremoto in via Allegri con le dimissioni di Gabriele Gravina alla presidenza della Figc dopo la mancata qualificazione – per la terza edizione di fila – dell’Italia a un Mondiale.

Stavolta a causa del k.o. ai rigori nella finale playoff contro la Bosnia. Tutti caos che stanno scuotendo il nostro calcio e bloccato, di fatto, le riforme. Soprattutto quella degli arbitri portata avanti da Gravina che sarebbe stata una rivoluzione necessaria. Il progetto era creare una task force di professionisti sullo stile della Pgmol di Premier. Ma ora tutto questo non potrà avvenire. Proprio per quanto accaduto prima a Zappi, poi per le dimissioni di Gravina (elezioni il 22 giugno, si va verso il duello tra Giovanni Malagò e Giancarlo Abete) e ora l’indagine nei confronti di Rocchi. Il calcio italiano frena ancora. E non sarà facile riportarlo sulla strada giusta entro il Mondiale del 2030.

 

Gli scenari

Ma quello che più interessa è cosa potrebbe accadere sul piano sportivo? Al momento, sappiamo che esiste un’indagine penale, con avviso di garanzia, relative ad alcune ipotesi di reato di frode sportiva, con specifico riferimento ad alcune condotte. Come ci ha spiegato l’avvocato Enrico Lubrano – esperto nei settori del Diritto dello Sport e del Diritto Amministrativo nonché titolare di Insegnamento di Diritto dello Sport alla Luiss (da 18 anni) e consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Roma – la Procura Federale «dovrebbe chiedere gli atti di tutto il fascicolo alla Procura della Repubblica di Milano». Spiegando come «una volta ricevuti gli atti, la Procura Federale dovrebbe valutare la effettiva sussistenza delle condotte in questione e la eventuale rilevanza delle stesse come violazioni disciplinari, verificando se le stesse possano costituire illecito sportivo (art. 30 Codice Giustizia Figc) o violazione del principio di lealtà sportiva (art. 4 Codice Giustizia Sportiva Figc). Successivamente «la Procura Federale potrebbe deferire i relativi tesserati (arbitri, allenatori, calciatori, ndr) per responsabilità diretta e le relative società per responsabilità oggettiva per la condotta dei propri tesserati».

 

Cosa accadrebbe nel caso di accertamento di violazioni disciplinari?

Le sanzioni «potrebbero essere consistenti – ha concluso l’avvocato Enrico Lubrano specificando che ad oggi ogni valutazione è del tutto prematura – ovvero sospensioni e squalifiche per i tesserati, sanzioni pecuniarie e di penalizzazione in classifica per le società».

 

Fonte: Il Mattino

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