Napoli straripante: McT domina, Kev illumina, Alisson incanta

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Tre i volti in copertina, marcatori non per caso: McTominay, De Bruyne e Alisson. Il primo tempo di McT è stato un one man show: 4 tiri nei primi 8 minuti (6 al 45′ e 10 alla fine), un gol e una bicicletta da urlo che ha tenuto vivo il pallone del tris di KDB. Nel secondo, poi, Audero gli ha parato un rigore: sarebbe stata l’apoteosi, ma da centrocampista rende il triplo che da trequartista. Per King Kev primo colpo su azione con il Napoli e centesima rete nei cinque campionati top d’Europa, secondo centrocampista a riuscire nell’impresa dopo Reus. Dal suo esordio nel 2012 è soltanto uno dei due giocatori con almeno 100 gol e 150 assist; l’altro è Messi.
Ali, invece, come scrive il CdS, ha dimostrato di poter spaccare la partita anche giocando dall’inizio: in pochi puntano e saltano l’uomo con la sua facilità – ieri sistematicamente -, creando superiorità e pericoli a gogò. Nella storia s’è parlato del quinto Beatles: beh, è il quinto Fab. In questo momento il Napoli non può farne a meno: il sospetto che con lui aumentassero le occasioni e l’imprevedibilità è diventato certezza assoluta.

 

 

Ma è stata tutta la squadra a regalare una prestazione super: ricordate la Lazio? Cancellare e ripartire. Come se in sei giorni un pony fosse diventato Varenne: stessi ritmi, stessa fierezza. I campioni d’Italia, seppur pronti a scendere dal trono e ad applaudire l’Inter, hanno onorato lo scudetto con uno sprint Champions da applausi e staccando per un po’ al secondo posto il Milan, atteso domani dalla sfida con la Juve e ora a -3. Per l’aritmetica, in attesa del quadro completo, la grande Europa dista 5 punti. In ottica salvezza, invece, la palla passa al Lecce. Oggi a Verona, contro l’Hellas ormai condannato, avrà la chance di impadronirsi della quartultima posizione in solitaria e di andare a +3 sulla Cremonese.

 

 

Se il primo tempo fosse finito cinque o sei a zero, beh, nessuno si sarebbe scandalizzato. Il parziale al tiro, 14-0, e quello dei tocchi in area, 14-2, sono espressione di un assoluto dominio in scioltezza. Da notare: contro la Lazio, partita conclusa dal Napoli senza una sola conclusione nello specchio della porta, il possesso è rimasto sempre attestato sul 67%, mentre ieri intorno al 56%. Ovvero, da una manovra stucchevole e improduttiva a uno sviluppo pieno di verticalizzazioni e occasioni: 25-7 il dato finale al tiro, 10-4 nello specchio.
E poi, beh, che approccio. Con le zanne e gli artigli: dopo varie situazioni di svantaggio entro il 10′, questa volta al 3′ era in vantaggio e al 2′ poteva già segnare. E sempre con McT. Napoli straripante nelle due fasi e addirittura perfetto nel primo tempo. Funzionano a meraviglia il pressing – uomo su uomo il primo -, le riaggressioni e le transizioni contro il 4-4-2 più confusionario e colabrodo che plastico di Giampaolo. Tutti bene, qualcuno alla grande. Con questi presupposti la sfida con il Como di Fabregas, in programma sabato sul lago, diventa davvero stuzzicante.
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