“Le responsabilità vanno condivise tra chi sceglie i giocatori e i calciatori stessi”

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A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Massimo Rastelli, ex allenatore della Cremonese ed ex attaccante, fra le tante, di Napoli e Como. Di seguito, un estratto dell’intervista.

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Ha la sensazione che rispetto all’anno scorso sia cambiato qualcosa e che questa estate possa essere quella dell’addio di Conte al Napoli?

“Ascoltando le dichiarazioni di Antonio non mi sembra un allenatore con l’idea di andare via, anzi, credo abbia la volontà di iniziare un nuovo ciclo, magari una terza stagione, anche sulla base di quanto successo quest’anno, tra aspetti positivi e altri meno. Il Napoli potrà essere protagonista, ma tutto dipenderà dagli incontri a fine stagione tra allenatore, direttore sportivo e presidente.
Si guarderanno negli occhi per capire se c’è ancora una visione comune. Oggi può succedere di tutto, ma io mi auguro e penso che Conte resterà.

Il Napoli si prepara alla gara contro la Cremonese, una squadra che deve fare punti salvezza, mentre gli azzurri sono ormai vicini alla qualificazione in Champions League. Come si prepara una partita del genere?

Dopo una brutta prestazione contro la Lazio, il Napoli deve avere un approccio completamente diverso, per qualità e determinazione. È vero che la Cremonese lotta per salvarsi e avrà grande motivazione, ma il Napoli deve reagire subito. Al di là della Champions ormai vicina, è fondamentale chiudere bene il campionato, in crescendo, perché sono queste le sensazioni che restano ai tifosi.

Servirà massimo rispetto per un avversario in difficoltà, ma che venderà cara la pelle: anche un punto per loro può essere decisivo.

Le faccio alcuni nomi: Lorenzo Lucca, Noa Lang, Beukema, Vanja Milinković-Savić. Possiamo dire che, tra i tanti pregi di Conte, il mercato della scorsa estate non sia stato impeccabile?

Quando si fanno delle scelte iniziali, si pensa sempre al bene della squadra e ad alzare il livello qualitativo. Poi però è il campo a dare il verdetto. Le responsabilità vanno condivise tra chi sceglie i giocatori e i calciatori stessi, che devono dimostrare il loro valore.

È chiaro che alcuni, come Lucca e Lang, non sono riusciti a entrare nel cuore dei tifosi e le loro prestazioni sono state deludenti, non incidendo come ci si aspettava”.

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