Dagli 86 gol della stagione 20/21 di Sarri ai 48 oggi, nonostante le spese: 50 milioni per Hojlund, 30 di Lukaku e Neres, 35 di Lucca, 28 per Lang. A salvare il reparto offensivo finora ci ha pensato un centrocampista...

Meno male che
Un anno fa, il principe del gol fu Romelu Lukaku ma a pesare nell’economia fu soprattutto Scott McTominay che da centrocampista si trasformò in attaccante aggiunto e ne fece dodici in campionato. Quest’anno, c’è un centravanti – Hojlund – che ha appena toccato la doppia cifra, e sta a dieci reti, e alle sue spalle, nella classifica cannonieri, c’è (ovviamente) McTo, che è arrivato a otto e ha provveduto a contenere le difficoltà. Mal di gol da curare.
Napoli non si è risparmiato sul mercato, nel biennio, ha cercato centravanti che fossero funzionali al metodo-Conte, gli ha regalato subito Lukaku (30 milioni per averlo dal Chelsea) e a seguire Neres (un’altra trentina), ha perso Kvara nel gennaio del 2025, l’ha sostituito con Okafor, poi s’è riappropriato delle proprie risorse e le ha lanciate sul tavolo verde, evitando calcoli: per Hojlund sono stati spesi 50 milioni (sei per il prestito, quarantaquattro per il riscatto), altri 35 per Lucca, 28 o giù di lì per Lang e a gennaio, dopo aver mandato via in prestito L&L, una ventina per Giovane e 16,5 per Alisson Santos. Ma niente. E con la Lazio, ahia, zero riti in porta e come dicono gli analisti moderni 0,49 di expected goals (xg). Pure le aspettative erano diverse, con centocinquanta milioni investiti. Ma succede, a volte succede e bisognerà pur farsene una ragione. Fonte: Gazzetta
