Lui no. Scott McTominay sbaglia prestazione difficilmente, anzi quasi mai, eppure, contro la Lazio è successo anche a lui. Non si può non pensare alla sua posizione in campo. Scrive il CdS: “Va detto: il disagio di Scott è emerso più chiaramente in una giornata davvero disastrosa a livello collettivo. Nulla ha funzionato nella squadra ad eccezione del portiere, il che è tutto dire. La questione, però, resta sostanzialmente inalterata: da quando Conte ha ripristinato la formula con i Fab Four, seppur rivisitandola con due mediani e due trequartisti, McTominay ha confermato la sua natura. Tradotto: il suo impatto da centrocampista, soprattutto da mezzala, è devastante. Mentre a sostegno del centravanti si trova molto spesso largo a sinistra o spalle alla porta. Viene a giocare dentro il campo, certo, ma in queste due stagioni sono stati gli agguati, gli assalti all’area a renderlo celebre. Una specie di marchio di fabbrica: McTominay ha bisogno del campo e dei suoi spazi per sprigionare la potenza di un motore che in Serie A è merce rara. Ama partire da dietro e sa trovare la soluzione da fuori come pochi, in una rosa senza grandi tiratori. Ama sentirsi nel cuore del campo, del gioco e della lotta sportiva che molto spesso riesce a risolvere con l’energia e i muscoli. Atleticamente esplosivo: quasi sempre a centrocampo, quasi mai in posizione più avanzata e defilata.”
