Caso Lukaku, a far da mediatore è stato ancora una volta Pastorello: il retroscena

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Il Mattino oggi in edicola si sofferma su Romelu Lukaku, ‘separato in casa’ da ormai un mese e rientrato a Napoli soltanto domenica sera – a distanza di venticinque giorni rispetto a quanto pattuito fra la nazionale belga e il club azzurro – prima di ripartire immediatamente alla volta di Anversa per proseguire il proprio recupero dai problemi fisici, stavolta col placet della dirigenza. Decisivo per arrivare a questa situazione più rassicurante è stato Federico Pastorello: ha spiegato che l’obiettivo di tutti è quello di garantire il recupero totale di Lukaku e la strada scelta ha dato, e sta dando, ottimi risultati. Ma l’ultima fase va completata, ancora in Belgio. Il Napoli non si è opposto: non ha comunicato le sanzioni che intende applicare, le sta ancora valutando. Resta in piedi la multa (scontata e salata) per non essersi presentato il 26 marzo e poi ancora il 31 marzo a Castel Volturno, quando era stato regolarmente convocato per la ripresa degli allenamenti.

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Ma intanto, da ieri è di nuovo in Belgio. Ed anche un altro segnale che dà il senso che qualcosa di tormentato è successo: perché Lukaku, nel suo blitz nel centro sportivo, non è entrato nello spogliatoio e non ha neppure – almeno lì a Castel Volturno – incrociato il suo mentore, Antonio Conte. «Lui e il Napoli mi hanno salvato la vita due estati fa…», disse in lacrime dopo il gol a Verona. Ma il calcio è una centrifuga vorticosa di parole.

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