Per “Il Mattino” questi i top/flop del Napoli. Poi Conte e Zufferli

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Le pagelle di Napoli-Lazio, i voti: i top e i flop del match del Maradona

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Dopo il pareggio di settimana scorsa in casa del Parma, il Napoli scende in campo al Maradona per sfidare la Lazio dell’ex Maurizio Sarri. La partita di Fuorigrotta si è conclusa con il risultato di 0-2, a segno Cancellieri e Basic. Ecco i voti del match, con i top e i flop.

DE BRUYNE 4 L’ombra dell’ombra. A tratti, dà la sensazione di essere in campo quasi per fare un favore. Cerca di svariare sulla tre quarti, spostandosi da destra verso sinistra per trovare lo spazio del tocco ma sbaglia cose elementari. Un solo cross molto alto: poi, trova un solo spunto con un tracciante verso Hojlund (1’st Alisson 5,5: ormai atteso come l’uomo della provvidenza, fa qualcosa di leggermente meglio rispetto agli altri. Poi si perde anche lui in questo pomeriggio strano e apatico.

MILINKOVIC-SAVIC 6 Ha il merito di tenere in vita una partita senza storia, neutralizzando il rigore dello specialista Zaccagni, mentre sulle due reti laziali, non può farcia nulla.

BUONGIORNO 4 Fa diventare Noslin come Freddy Krueger, un incubo. Fa tutto quello che non va fatto: soprattutto quando il centravanti della Lazio prova a pressarlo che vengono fuori errori micidiali come quello che porta al calcio di rigore calciato poi da Zaccagni e parato da Milinkovic. E nel 2-0 c’è altro devastante errore, con la solita marcatura altissima e che lo porta fuori tempo.

ANGUISSA 4 Non corre, non lotta, non contrasta. Impressiona la sua totale latitanza. Parte contratto e soffre il dinamismo di Taylor: è proprio il centrocampista della Lazio a mettere la palla per Cancellieri, con l’azzurro in grande ritardo sulla copertura dell’assist. Ma è una specie di fantasma che passeggia (1’st Elmas 5: brancola nella mediana, alla ricerca della luce da accendere. Ma nessuno la pretende da lui).

CONTE 5. Fa ben due cambi nell’intervallo che sono il segnale che l’operazione dei Fantastici quattro va in archivio per questa stagione. La squadra non fa un tiro in porta per tutti i 90 minuti, nonostante un lunghissimo possesso palla: è stata orrenda e lentissima, come se non le importasse niente. Il primo tempo è stato giocato esattamente al contrario di come dovrebbe fare una squadra d’ambizione, e il secondo come il primo: Sarri poteva mangiarselo e lo ha fatto. Non solo per una questione tattica, ma per mancanza del tradizione sacro fuoco continiano: dunque, se il 3-4-2-1 è inguardabile, anche il rimescolamento quando nel frullatore mette qualsiasi cosa, non dà reazione. I suoi vanno a piccolo passo, quasi controvoglia, i big forse persa la strada dello scudetto iniziano a pensare ad altro.

ZUFFERLI 6,5. Romagnoli in perfetta scivolata su Hojlund, prende nettamente la palla e l’arbitro non ha alcuna esitazione nel lasciar proseguire l’azione. Noslin (29’) viene messo giù da una spinta di Lobotka: il rigore c’è e appare giusto anche solo il cartellino giallo allo slovacco proprio perché il pallone sembrava ancora giocabile. Non ha decisioni complicate da prendere, il Napoli avrebbe tutta la necessità di gettarla sulla grinta ma non lo fa. Quindi anche nella ripresa controlla ogni situazione con una certa personalità. Ammonisce Dia nel finale quando lo vede discutere con McTominay ma probabilmente poteva anche farne a meno. In ogni caso, fa bene anche a non fermare il gioco quando i calciatori restano a terra lamentandosi per dei falli. Giusti i cinque minuti di recupero.   Fonte: Il Mattino

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