Napoli-Conte: il tempo delle scelte

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Ancora sei partite e poi il campionato 2025-26 sarà solo un lontano ricordo. Ma ancora prima di queste sei partite bisognerà pensare al futuro. Quello del Napoli, ovviamente, che è già rimasto scottato una volta dall’addio di un allenatore vincente (Spalletti) a poche ore dall’inizio di una nuova stagione.

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Conte e De Laurentiis, come scrive Il Mattino, si stanno dicendo un po’ di tutto a distanza. L’allenatore non vuole essere accostato alla Nazionale, il presidente gli dice di non rovinare la sua “creatura”. È una sorta di stallo alla messicana nel quale a farne le spese potrebbero essere i tifosi. Il patron ha fatto capire che Conte ha ancora un anno di contratto e pertanto il suo futuro è legato al Napoli. Ma che se pure sia interessato a mollare in anticipo potrà farlo: purché ciò avvenga in tempi brevi. Insomma, che questa partita si chiuda al 90’, preferibilmente anche prima.
Senza il rischio di lungaggini inutili – e pericolose – come supplementari o peggio rigori. Conte è sicuramente solleticato dall’idea di essere tra i candidati forti per il dopo Gattuso alla guida di una Nazionale allo sbando, ma dall’altra parte sa bene che gli 8 milioni circa che percepisce da allenatore del Napoli non gli sarebbero certamente garantiti dalla Federazione.

E non solo: vietato nascondere l’ego sconfinato di un tecnico vincente come Antonio. De Laurentiis, che lo conosce bene, ha pizzicato con più o meno delicatezza le corde dell’orgoglio dicendo che mai uno come lui vorrebbe mollare la sua bambina, anzi la sua creatura. Sì, perché al netto dei McTominay, dei Lukaku e dei De Bruyne il Napoli è soprattutto Antonio Conte. Essere o non essere? O meglio: andare o non andare? Prendere o lasciare? È sicuramente necessario un confronto – che avverrà quanto prima – tra proprietà e allenatore per capire se e come continuare insieme. Antonio vuole garanzie tecniche, questo è chiaro. Perché lui a Napoli a fare da sparring partner delle milanesi o della Juventus non ci sta.
Lui a Napoli vuole vincere, ancora. E allora aspetta quello che il presidente gli metterà sul tavolo. Se l’unione di intenti resterà quella della passata primavera si potrà andare avanti, diversamente meglio separarsi. E soprattutto: meglio saperlo. Subito. Senza giri di parole, frecciate e frecciatine. Che questo addio – se sarà un addio – non si trasformi in una telenovela.
Il primo agosto il Napoli festeggerà il centenario della sua nascita e sarebbe bello farlo con l’allenatore del quarto scudetto, ma se così non fosse, mai sia che al suo posto ci si trovi un tecnico rimediato last minute perché il tira e molla con Conte ha portato il club a rimanere con il cerino in mano. Quanto fatto la passata stagione resterà per sempre un capolavoro. Ma le tele squarciate lasciamole solo a Fontana. Qui ci piace la scuola di Posillipo: vedute luminose di Napoli, con colori tenui e un’atmosfera romantica.
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