Alle 18.00, la Lazio, poi potrebbe aprirsi una settimana delicata, quella in cui ci si potrebbe sedere ad un tavolo e discutere. Lo stesso Conte, scrive il CdS, ne aveva anticipato i temi ancor prima di tutto il trambusto creato dalla rivoluzione Nazionale: «Ho un contratto triennale e da parte mia c’è assoluta disponibilità a rispettarlo. Incontrerò il presidente per vedere se ci sono i presupposti per continuare insieme. Se non dovesse esserci più sintonia, saluterò con grande affetto. So di portare aspettativa, richiesta… Leggo che le altre si stanno preparando con i fuochi d’artificio. Noi cercheremo di rispondere con i fuochi d’artificio sul campo». Tutto chiaro, insomma. De Laurentiis e Conte, in due stagioni, hanno vinto e si sono divertiti: uno scudetto inaspettato, una Supercoppa e quasi due qualificazioni in Champions. Davvero niente male. E ora, il bivio. Lo snodo fondamentale. Il tecnico ha un contratto fino al 30 giugno 2027 e in carriera è rimasto soltanto una volta per più di due stagioni su una panchina: alla Juve, dal 2011 al 2014. Poi, mai più.
