Nel calcio come nella vita, l’importante è non arrendersi, Conte ha parlato ai detenuti di Poggioreale
L’allenatore del Napoli, Antonio Conte, ha parlato ieri ai detenuti di Poggioreale, in un incontro organizzato dall’Università Vanvitelli. Il Correre dello Sport scrive: “Il passaggio sulla disciplina è stato il più netto. Non rigidità, ma forza nei momenti in cui è più facile arrendersi e lasciarsi andare. È lì che si costruisce la continuità, quella che permette di non perdersi: nel calcio, come nella vita. Il talento, da solo, non basta. Senza lavoro e senza tenuta mentale, si disperde in un attimo.
È una linea sottile, ha raccontato l’allenatore azzurro, quella che separa chi riesce a costruire qualcosa da chi si ferma prima smettendo di provarci. E allora il tecnico è tornato alla sua infanzia a Lecce, ai campi di periferia frequentati assieme al papà Cosimino, a quei ragazzi cresciuti con lui.
Stessi sogni, stessi inizi, strade diverse. Alcuni ce l’hanno fatta, altri no. Dentro il carcere, quelle parole hanno avuto un peso diverso. Non sono rimaste teoria, ma si sono trasformate in uno specchio, in una possibilità di riflessione concreta. Anche il concetto di vittoria è stato svuotato della retorica. Vincere non è un episodio, ma un processo lungo, fatto di lavoro quotidiano. Non esistono scorciatoie, non esistono salti improvvisi. È una costruzione lenta, che richiede pazienza e responsabilità”.
