Borghi (Sidemast): “Psoriasi malattia visibile ma sistemica, va trattata subito”

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(Adnkronos) – “La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle che colpisce circa il 2-3% della popolazione italiana. E’ una patologia della pelle, ma non riguarda solo la pelle. Ha due caratteristiche fondamentali che la rendono particolare: prima di tutto è visibile, perché colpisce un organo esposto come la cute, il nostro ‘biglietto da visita’. Questo ha un forte impatto emotivo e psicologico, incidendo sulla vita sociale, relazionale e lavorativa delle persone. Per questo si parla di una malattia che ‘va oltre la pelle’. Il secondo aspetto è il suo carattere sistemico: la psoriasi è sostenuta da un’infiammazione che non si limita alla cute, ma coinvolge anche altri organi. Per questo i pazienti hanno un rischio maggiore, rispetto alla popolazione generale, di sviluppare altre patologie, anche a carico di organi apparentemente non collegati alla pelle”. Lo ha detto Alessandro Borghi, membro del Consiglio direttivo Sidemast (Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e di malattie sessualmente trasmesse), alla presentazione – oggi a Roma – dei risultati dell'(H) Open day sulla psoriasi che l’11 marzo ha coinvolto 97 strutture sanitarie offrendo gratuitamente oltre 750 visite e consulenze dermatologiche. L’iniziativa promossa da Fondazione Onda è stata resa possibile grazie alla collaborazione con Sidemast, ha avuto il patrocinio di Apiafco (Associazione psoriasici italiani amici della Fondazione Corazza) ed è stata sostenuta dal contributo incondizionato di Bristol Myers Squibb.  

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Tra le principali comorbidità associate ci sono “sindrome metabolica, ipertensione, diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, intestinali ed epatiche. A queste si aggiunge anche un impatto psicologico significativo, che rappresenta un’ulteriore componente della malattia”, sottolinea Borghi. La psoriasi può presentarsi in diverse forme, spiega, ma la più comune è quella a placche: “Si manifesta con diverse forme cliniche, la più comune è la cosidetta forma ‘volgare’ che è caratterizzata da placche eritematose rosse e desquamanti che possono comparire in varie parti del corpo. E’ una malattia sintomatica: il paziente lamenta prurito, il 60-70% dei pazienti ha prurito. Esordisce in età giovanile, anche nei bambini, e per questo motivo bisogna subito farsi vedere dal medico. Questo rende importante una diagnosi precoce e un intervento tempestivo che vuol dire benessere per il paziente”. 

“Trattare la psoriasi fin dall’inizio è fondamentale – evidenzia Borghi – Il trattamento precoce e adeguato non solo mi garantisce non solo di avere una ottima risposta terapuetica sulla pelle, ma molto probabilmente di prevenire anche il rischio di complicanze e evdenti di comorbidità”. Intervenire precocemente significa quindi agire non solo sui sintomi, ma anche sui meccanismi infiammatori alla base della malattia. “Oggi le opzioni terapeutiche sono diverse e si articolano su più livelli. Nelle forme lievi e localizzate – illustra lo specialista – si utilizzano terapie topiche, cioè creme e farmaci applicati direttamente sulla pelle. Se la malattia è limitata, anche poche lesioni possono essere controllate bene con trattamenti locali, a patto che il paziente segua correttamente la terapia. Nelle forme più estese si ricorre alla fototerapia, basata sull’esposizione controllata ai raggi ultravioletti, una soluzione ancora oggi efficace e molto sicura.Per i casi moderati o severi esistono invece le terapie sistemiche. Si dividono in farmaci tradizionali e terapie più recenti, come i farmaci biologici e le ‘small molecules’: sono estremamenti efficaci anche a lungo termine e con un buon profilo di sicurezza”. La disponibilità di più terapie rappresenta un grande vantaggio: “Non si tratta solo di avere tanti farmaci – precisa Borghi – ma di avere farmaci diversi tra loro, con meccanismi d’azione differenti. Questo permette di scegliere la terapia più adatta a ciascun paziente. La psoriasi, infatti, non è uguale per tutti: non curiamo solo una malattia, ma una persona, con la sua età, le sue condizioni di salute e le eventuali altre patologie. Avere più opzioni terapeutiche significa poter curare adeguatamente ogni singolo paziente”. 

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