De Napoli a IL MATTINO: “Con quei 4 azzurri Conte può vincere il tricolore”
E per la nazionale vota Ancelotti: «Carlo è l'uomo giusto»
«Sarà una partita bellissima» e se a dirlo è Nando De Napoli bisogna crederci per davvero. Napoli-Milan richiamerà le attenzioni di tanti, forse di tutti. Passerà anche dal risultato di Inter-Roma 24 ore prima, certo, ma c’è da immaginare una sfida da ultima spiaggia: tra chi vuole sognare ancora e chi invece dovrà fermarsi.
«Sicuramente le due squadre non si faranno gli auguri. O magari se li faranno dopo la partita».
Un pareggio non è una possibilità.
«Non è da escludere, ma saprebbe di occasione persa per una o per l’altra».
La sfida è prima in panchina o in campo?
«Sicuramente Conte e Allegri sono due allenatori bravi, di quelli che sanno cosa fanno quando mettono la squadra in campo. Ma i calciatori sono quelli che alla fine incidono di più».
Che partita si aspetta?
«Una partita bellissima, sono felice di poterla vedere alla tv. Una di quelle serate imperdibili».
Bella quanto Inter-Roma?
«Gare diverse, domenica si scenderà in campo senza sapere cosa hanno fatto le avversarie e questo può cambiare molto nella lettura della partita. L’Inter non mi sembra in gran forma, al momento: anche se i nerazzurri restano favoriti per lo scudetto, le altre devono crederci. E la squadra azzurra può ancora dire molto nelle ultime otto partite».
Conte o Allegri? Chi sarà più attento alla tv domenica sera?
«Entrambi si giocano tanto. Invece dico ai tifosi del Napoli con un sorriso: non accendete il televisore a Pasqua, bisogna pensare solo al Milan».
A proposito di Milan: che squadra si aspetta?
«Il Napoli sembra stare meglio e credo possa avere ampie possibilità di vittoria, ma di Allegri non bisogna mai fidarsi. È uno attento, bravo in qualsiasi aspetto. Ma c’è un aspetto da non sottovalutare».
Ci dica.
«L’assenza di Leao. In qualche modo può essere determinante».
In che misura?
«È un calciatore forte, fortissimo, che rispetto tanto. Ma quando non c’è il Milan è una squadra diversa. Se non dovesse recuperare, la sua assenza può essere quasi un’arma per Allegri».
Come cambia il Milan?
«Diventa una squadra più unita, anche con il baricentro più basso, una squadra che sa difendersi molto meglio visto le caratteristiche. E, a quel punto, anche attaccare in maniera diversa: magari meno imprevedibile ma più capace di sfruttare altre qualità».
Conte punta sui Fab 4 contro il Milan: è la scelta giusta?
«Assolutamente sì, sono tutti bravi, tutti forti, un centrocampo così possono vantarlo in poche e non solo in Italia. Credo sia un reparto forte quanto lo era quel centrocampo in cui ho giocato io quando ero a Napoli. In campo ci andavo con Bagni, con Ciccio (Romano), con Crippa. Noi abbiamo vinto due scudetti, spero e credo che loro possano fare lo stesso percorso fatto da noi».
Lei ha giocato con tanti leader: chi è il leader del Napoli di Conte?
«Se rispondo di getto, dico Di Lorenzo. Italiano, capitano, chi meglio di lui? Ma lunedì non sarà in campo, quindi la mia testa va subito a McTominay. Un po’ per tutti, anche per i tifosi, il leader è lui».
Invece in casa Milan?
«Credo che questo campionato abbia provato la centralità di un calciatore come Modric nella squadra di Allegri. Nonostante l’età, il croato è il vero leader, la sua classe e la sua esperienza peseranno. Guardate come Dzeko ha aiutato la Bosnia contro l’Italia».
A proposito di Nazionale: Conte e Allegri si contenderanno anche la panchina dell’Italia?
«Sono due top, ma la mia scelta cadrebbe su Ancelotti. So che è con il Brasile, ma magari può cambiare qualcosa dopo il Mondiale. Ho avuto Carletto a Reggio Emilia, eravamo insieme al Mondiale del 1990. So quanto possa dare in momenti come questo, sarebbe l’uomo giusto».
Fonte IL MATTINO
