Aurelio De Laurentiis sa bene che questo non è il momento di affrontare il tema del rinnovo con Antonio Conte, perché conosce la sua “maledizione” del terzo anno: nella sua carriera, solo con la Juventus è riuscito ad andare oltre quella soglia. In tutti gli altri casi — Italy national football team, Chelsea, Inter, Tottenham Hotspur — il ciclo si è chiuso entro 48 mesi, e anche prima, con il Bari, Conte non aveva superato le due stagioni.
Secondo quanto riportato da Il Mattino, però, non è questo il caso: Conte non ha bisogno di garantire a De Laurentiis che rispetterà il triennale, perché non ci sono segnali di rottura e il rapporto resta saldo.
Il quotidiano sottolinea che il discorso non cambia neppure di fronte agli obiettivi: Champions o non Champions. Entrare in Champions significherebbe avere un budget più ampio — circa 70 milioni — non dover ridurre un monte ingaggi già vicino ai 130 milioni, e soprattutto evitare cessioni obbligate per motivi di plusvalenza.
C’è però un punto fermo: Conte ha un’allergia chiara, l’assenza di ambizione. È anche per questo che difficilmente si immagina una separazione anticipata. Né De Laurentiis vuole privarsi di lui, né Conte sembra avere intenzione di lasciare un Napoli costruito, ormai, quasi interamente a sua immagine e somiglianza.
