Milan, Juve e Inter sono molto lontane dagli azzurri, ecco cosa crea la distanza

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«Juve, Milan e Inter per struttura, per seconde squadre, per monte ingaggi e per valore patrimoniale sono diverse rispetto a tutte le altre. Noi lo sappiamo, non possiamo fare il passo più lungo della gamba». Da giorni a Napoli, rimbalzano queste parole di Antonio Conte.

 

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Conte non mente. A qualcuno pare mettere le mani avanti, eppure carta canta. Perché i numeri non dicono tutta la verità, ma indirizzano e tanto il discorso. Partiamo dalla base: il club azzurro sale sul podio degli ingaggi pagati in Serie A, ma è al terzo gradino (110 mln). Perché davanti ci sono Inter (141) e anche la Juventus (126). Solo il Milan, tra le big citate, è alle spalle degli azzurri. Che “inseguono” in quasi tutte le categorie citate da Conte: il Napoli ha oggi la rosa con meno “valore” tra quelle in alto. Secondi i dati più comuni, infatti, McTominay e compagni inseguono mettendo insieme una cifra di poco superiore ai 466 milioni di euro.

 

Distante dal Milan (485 mln), dalla Juventus (551,7 mln) ma soprattutto lontanissima dall’Inter di Chivu, ad oggi valutata 670 milioni di euro. Il fatturato dei nerazzurri non mente: 567 milioni quello chiuso al 30 giugno scorso (dati Calcio & Finanza), mentre il Napoli di De Laurentiis si è fermato poco oltre i 290 milioni. In mezzo ci sono sia la Juventus (529 mln) che il Milan (495 mln). Tutta un’altra storia. Ma gli occhi di Conte non si fermano ai soldi, perché c’è molto da raccontare anche oltre. Le milanesi e i bianconeri hanno ormai da anni lanciato il progetto delle seconde squadre, tra Serie C (Inter e Juve) e D (Milan). Una mossa strategica che permette sempre più di creare talenti, crescerli, lanciarli oppure rivenderli e guadagnarci. E le strutture? anche quelle un passaggio cruciale per il club di De Laurentiis: la Juventus ha da anni uno stadio di proprietà che è un gioiellino per sé e per i tifosi, mentre il progetto delle milanesi per un “nuovo” San Siro vede l’orizzonte sempre più vicino. A Napoli la questione stadio si arena ogni 6 mesi tra ritardi, provocazioni, rilanci. Il patron azzurro fa molto sul serio sul centro sportivo, però: la prima pietra di mesi fa non fu una trovata social. L’idea del nuovo centro napoletano nella zona di Succivo sta andando avanti, gennaio sarà un mese delicato con la richiesta dei permessi necessari e per avanzare nel progetto. Che non si è arenato, anche lontano dalle luci della ribalta.

 

Fonte: Il Mattino

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