Giuseppe Ambrosino e Antonio Vergara, coetanei di Rasmus Hojlund — per cui il Napoli ha investito 50 milioni — rappresentano un diverso modo di costruire valore: quello che nasce dal vivaio. In un momento in cui la squadra di Conte è chiamata a gestire il doppio impegno tra campionato e Champions, con diversi infortuni da gestire, i due giovani napoletani potrebbero davvero “dare una grossa mano”, come ama dire l’allenatore azzurro. Sono ragazzi seri, umili, sempre pronti al sacrificio e al lavoro quotidiano. Hanno conosciuto il calcio “vero”, quello senza Var delle serie minori, e ora attendono con pazienza la loro occasione tra i grandi. La loro crescita è la dimostrazione che la trafila dalle giovanili alla prima squadra può ancora funzionare. In fondo, come spesso accade, la vera innovazione è semplicemente tornare alle origini.
Fonte: Gazzetta
