Avversario Napoli – Rui Borges (all. Sporting Lisbona), l’uomo che sognava Diego

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Il Napoli affronterà domani al Maradona lo Sporting Lisbona per la seconda gara di Champions League. Il Corriere dello Sport fa un focus sul tecnico del club portoghese: “Questa è la storia di un ragazzino chiamato Rui. Rui Manuel Gomes Borges: Maradona giocava e lui lo guardava a bocca aperta. Sognava Diego, non Beckham. E poi Roby Baggio e Del Piero: amava l’Italia e il calcio italiano, il San Paolo lo incantava e la Serie A lo ipnotizzava. Poi, il ragazzino è cresciuto ed è d i ventato un giocatore, un’ala: Figo come Diego, un altro idolo, un mito. E quando il calciatore ha cominiato ad allenare, la scuola italiana è stata la fonte di ispirazione. Antonio Conte tra i suoi modelli: ci pensi? Oggi, però, anche Rui Borges può diventare un riferimento per i giovani: ha vinto la Liga Portugal, è tornato in Champions e oggi arriverà a Napoli per sfidare proprio Conte al Maradona. Non la sua prima contro una squadra italiana – ha incrociato il Bologna a Lisbona -, ma la prima da avversario in Italia nello stadio che fu del Pibe. Notte speciale, un sogno che diventa realtà.

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Per la verità Rui Borges, 44 anni, è diventato un collezionista di sogni: nel 2018-2019 allenava il Mirandela, un piccolo club dilettante dell’entroterra portoghese dov’è cresciuto e dove ha giocato, e il 18 settembre, mentre il Napoli perdeva con il City, conquistava la sua prima vittoria in Champions battendo per 4-1 il Kairat. Una parabola magica. Una cometa che domani al Maradona illuminerà il suo mondo: la passione per il calcio italiano, l’inchino nel tempio del Diego. Il confronto con Conte che, dicevamo, è stato uno dei modelli tecnici. Il talento, però, è innato: lo Sporting è campione in carica in Portogallo e finora, in campionato, ha collezionato 6 vittorie su 7. L’unica sconfitta? Contro il Porto di Farioli, un altro italiano. Tatticamente, in genere adotta il 4-2-3-1: l’opinione pubblica era scettica, ma lui è andato avanti per la sua strada e ora vanta il miglior attacco della Liga pur avendo perso Gyökeres. Al suo posto è arrivato il colombiano Suarez, mentre a centrocampo, nonostante la corte della Juve, è rimasto Hjulmand. Capitano e totem, un danese come Hojlund: sono amici loro, ma domani i sentimenti non varranno. Chiedete a Rui”.
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