Cittadinanza Dries: ”Qui sono cresciuto, io e mia moglie siamo diventati adulti. De Bruyne? Da tifoso ne sarei felice”
Quest’oggi nella Sala Baroni del Maschio Angioino di Napoli si è svolta una cerimonia in onore di Dries Mertens, durante la quale il sindaco Gaetano Manfredi, gli ha conferito la cittadinanza onoraria.
Il miglior marcatore della storia azzurra è diventato ufficialmente cittadino onorario della sua amata Napoli, anche se il sangue partenopeo scorre nelle sue vene da sempre.
Il belga, accompagnato dalla sua famiglia e dallo storico magazziniere azzurro e grande amico, Tommaso Starace, è stato accolto da un bagno di folla.
Prima di raggiungere la Sala Baroni si è concesso alle domande della stampa. Queste le sue parole riportate dai nostri inviati, Simona Marra ed Emanuele Arinelli, presenti all’evento:
Sulla città di Napoli:
“Per me è un onore. Sono arrivato 12 anni fa per giocare calcio, poi grazie a questa città ho cambiato la mia vita e la mia personalità. Ho iniziato a vivere come un vero napoletano e credo che sia per questo che piaccio alla gente. Ed è proprio la gente che ha fatto capire a me e mia moglie come si fa ad essere felici con poco. Noi siamo arrivati qui che eravamo due bambini e siamo diventati adulti”.

Sui momenti più belli in città e con la società:
“È difficile scegliere solo un momento. Sì inizia con il caffè sulla terrazza la mattina. Io apro la finestra e c’è quella vista. La prima cosa che ho fatto appena tornato da Istanbul è stata proprio aprire quella finestra. Poi con la società diventare il capocannoniere per me è stato un onore”.
In merito a De Bruyne:
“Di questa situazione non voglio parlare, è una cosa tra lui e la società e io non devo mettermi in mezzo. Ma sicuramente da tifoso mi piacerebbe. Non posso dire altro”.
Le emozioni che ha vissuto durante la conquista del quarto scudetto:
“Il momento più bello è stato quando erano sul pullman, io ho chiamato Tommaso. Lui era al fianco Romelu. Vedere quelle immagini dalla televisione è stato emozionante. È il FaceTime con Tommy ha reso tutto ancora più bello”.
Sulla possibilità di intraprendere una carriera da allenatore:
“L’ho già fatto, ma è una cosa che non fa per me”

Il belga ha poi concluso parlando di quello che sarà il suo futuro:
“Mi voglio godere del tempo con la mia famiglia, del tempo qui, la bimba che nascerà. Voglio essere un bravo papà… e poi vediamo”
Dall’inviata Simona Marra
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