Lotta scudetto: Napoli, che fine ha fatto la tua proverbiale scaramanzia?
Lotta scudetto: Napoli, che fine ha fatto la tua proverbiale scaramanzia?
Il Napoli è in lotta per aggiudicarsi il suo quarto scudetto in una battaglia punto a punto contro l’Inter. La città è in subbuglio e sono molti i napoletani che sembrano intenzionati ad anticipare la festa. Che fine ha fatto la famosa scaramanzia napoletana?
Napoletani: addio scaramanzia, un cambiamento epocale?
Il Napoli è in vetta al campionato di Serie A con 3 punti di vantaggio sull’Inter a tre giornate dal termine. Numericamente lo scudetto è a portata di mano ma non è assolutamente da considerare come già cucito sul petto degli azzurri.
Tantissimi sarebbero gli esempi da tenere in conto, di scudetti persi al fotofinish, anche all’ultima giornata di campionato.
Eppure a guardare la situazione in città non sembra così. La squadra azzurra è stata accolta da tifosi festanti dopo la vittoria contro il Lecce e guardando le immagini, qualche tifoso già indossava un tricolore con il numero 4 stampato. Qualcuno è addirittura arrivato a tatuarsi già il quarto scudetto.

A seguito di una semplice ricerca è possibile constatare che online è possibile trovare in vendita bandiere con il 4° tricolore già stampato. Anche su Wikipedia è già stato assegnato al Napoli il quarto scudetto, probabilmente grazie alla mano di qualche tifoso troppo zelante.
La voglia di far festa all’ombra del Vesuvio è tale che a Napoli già sono in corso, sottobanco, i preparativi per la festa scudetto. Insomma, sembra proprio che la proverbiale scaramanzia che ha sempre contraddistinto i napoletani sia del tutto scomparsa. Sarà davvero così?

Scaramanzia parte della storia napoletana
Come diceva Eduardo De Filippo “Essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male”. Questo pensiero è certamente valido per molti napoletani, soprattutto nel 2025.
A seguito del terzo scudetto, arrivato con ampio anticipo, i tifosi azzurri si sono abituati ad assaporare a lungo la vittoria e una parte della città sembra adesso catapultata in una festa prematura per il quarto titolo, incurante dei riti della superstizione che da sempre hanno cadenzato la vita nel golfo.

Napoli è infatti conosciuta in tutto il mondo non solo per il Vesuvio, il mare, la pizza e il mandolino, ma anche per la sua superstizione. Il malocchio e la jettatura sono stati per molti anni parole fondanti del vocabolario dei napoletani. Sembra però che oggi la città sia in evoluzione e la scaramanzia non sia più così importante come era una volta.
Ancora oggi è tuttavia facile imbattersi in numerosi esercizi commerciali che, per le strade di Napoli, vendono corna e “curnicielli” di vario tipo, dimensione e colore.
Se una parte dei napoletani ha quindi abbandonato la tradizione, un’altra parte non vuole nemmeno sentir nominare la parola “scudetto” fino a quando non sarà materialmente cucito sulla maglia azzurra.
Il giusto equilibrio tra superstizione e voglia di festeggiare
Nella Napoli del 2025 sembrano insomma convivere due anime. La prima anima è quella tradizione, che porta a toccare ferro e “fare il gesto delle corna” al palesarsi della seconda anima, quella dell’incontinenza, della voglia irrefrenabile di far festa.
Comunque la si pensi, la cosa più importante è che alla fine si raggiunga insieme l’obiettivo, pronunciando o meno determinate parole, festeggiando prematuramente o a risultato assodato, purché si festeggi per qualcosa di concreto.
