Da dicembre in poi, il Napoli formato trasferta ha totalmente cambiato marcia

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La svolta

 

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Hanno  infilato una striscia di cinque vittorie consecutive. E ogni partita è stata una piccola svolta, oltre che una piccola scossa per la classifica. A Torino, il Napoli ha cominciato a cambiare modo di attaccare, di aggredire la partita, di gestirla da grande squadra. Ha rischiato nei primi minuti, ma poi è stato sempre in controllo, sciupando anche tanto e sbattendo spesso contro un super Milinkovic. Negli annali resterà la partita dell’ultimo assist napoletano di Khvicha Kvaratskhelia, ma per gli analisti, sarà la gara in cui il Napoli ha iniziato a spostare i terzini in mezzo al campo, per liberare le mezzali e non lasciare più Lukaku a combattere da solo contro il muro nemico. Dopo Torino c’è Udine, e qui siamo alla svolta totale: l’infortunio di Kvara tiene in ansia l’ambiente, ma in Friuli prende il volo David Neres: l’autorete provocata dopo l’ennesima discesa in solitaria palla al piede a saltare gli avversari segna il definitivo addio alla Kvara-dipendenza. David fa giocare meglio la squadra, strappa senza sosta, aiuta, sfrutta l’ampiezza. Un terremoto tecnico-tattico, che ha reso il Napoli finalmente imprevedibile.

L’exploit di Neres

Neres ha incantato anche a Genova, ma il meglio lo aveva conservato per Fiorentina e Atalanta, due dirette avversarie per l’alta classifica. David ha dominato le sfide, facendo innamorare i napoletani e aiutando le vedove di Kvara a guardare oltre l’addio dell’eroe dell’ultimo scudetto. Neres è un furetto immarcabile, che disegna magie col mancino, che crea superiorità sulla trequarti e produce assist in continuazione. La Roma è avvisata, il Napoli export non vuole fermarsi.  Fonte: Gazzetta

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