È tornato in Portogallo in questi di giorni di breve esilio. In attesa di capire quale sarà il suo destino. Mario Rui “il maestro” ha compreso le ragioni di Conte, non si sente un reietto, non intende sbattere i pugni sul tavolo. È una bandiera che ha smesso di sventolare, dopo sette anni di Napoli. Ha attraversato tutte le ere recenti della storia azzurra: c’era nella notte dello scudetto perso in albergo a Firenze, si legge su Il Mattino, quando la squadra si ammutinò dopo il pareggio con il Salisburgo. C’era quando ha vinto la Coppa Italia in pieno Covid e quando gli azzurri hanno conquistato lo scudetto, 33 anni dopo l’ultimo trionfo in campionato. Sarri, Ancelotti, Gattuso, Spalletti, Garcia, Mazzarri e Calzona: 227 presenze e 3 gol per il terzino che è nato a Sines, il paese di Vasco de Gama, dunque ha nelle vene il sangue degli esploratori.
