Il lavoro assiduo per trovare una squadra al suo assistito

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Roberto Calenda – manager di Osimhen – lavora da mesi. Il suo cellulare non ha mai smesso di squillare. Perché è chiaro che il suo assistito è uno dei pezzi più pregiati del Napoli ma anche uno degli attaccanti più desiderati d’Europa. Non importa se la sua ultima stagione non sia stata da urlo come quella d’oro coronata con lo scudetto di Spalletti. Il talento, l’esplosività e la forza fisica di Osimhen non sono andate certamente perdute in 12 mesi da giocatore “normale”. Resta un supereroe e come tale merita una super offerta. Ecco, quella giusta però non latita, non è ancora arrivata. Ed è per questo che la prossima settimana Antonio Conte lo aspetta al raduno: fino a quando sarà un giocatore del Napoli, l’allenatore lo vuole al centro del suo attacco. Senza se e senza ma. Non saranno concesse deroghe, almeno non per ora. Perché al telefono di Aurelio De Laurentiis non è (ancora) arrivata l’offerta giusta, quella che potrebbe far mettere la parola fine al matrimonio tra il Napoli e Osimhen. Non è poi così difficile arrivare alla soluzione vincente, perché il contratto del nigeriano fresco di rinnovo a dicembre 2023 prevede una clausola rescissoria da 120 milioni di euro che di fatto è anche il prezzo finale del suo cartellino: chi lo vuole sa quanto costa. Senza giri di chiacchiere. Ok, il prezzo è giusto. O almeno lo è per il Napoli che lo ha “ringraziato” per le prestazioni determinati nell’anno dello scudetto con quel ritocco di ingaggio che ha superato i 10 milioni di euro. Dal minuto dopo, però, lo stesso De Laurentiis lo ha messo sul mercato. Nessun mistero, quel che resta da svelare è solo il nome della sua prossima squadra.

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