“Progetto vincente non vuol dire vincere”

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A Radio Crc nel corso della trasmissione “Calciomania” di Massimo D’Alessandro è intervenuto Gaetano D’Agostino, allenatore:

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“Essendo un simpatizzante del Napoli speravo che Conte arrivasse in città. Lui è uno che è abituato a lottare ad obiettivi importanti, è sempre stato autore di rifondazioni ed ha sempre costruito basi importanti. La mentalità vincente si costruisce su tre punti: società, progetto tecnico e giocatori. Il tifoso è il cuore della squadra, ma è necessario creare una progettualità importante. Con Conte nessuno può intralciare il suo lavoro, ma lui non lo fa con gli altri per cui tutti devono camminare sulla stessa linea. Progetto vincente non vuol dire vincere, ma essere credibili in ciò che si fa.
Raspadori può fare l’esterno, può diventare il Lautaro della situazione, ma per me non va allontanato dalla porta per cui può essere la rivelazione del Napoli oppure il flop perchè non ha vie di mezzo”.
A Radio Crc nel corso della trasmissione “Calciomania” di Massimo D’Alessandro è intervenuto Alessandro Grandesso, giornalista
“Kvaratskhelia al Psg? C’è stato un lavoro di avvicinamento al giocatore in questi mesi, anche con un colloqui tra Kvaratskhelia e Luis Enrique tutto nella finalità di preparare il post Mbappé. Di passi ne rimangono ancora molti perchè l’estate è lunga e perchè gli interlocutori sono difficili e dare per scontato che l’affare si faccia è prematuro. Dal punto di vista economico non dovrebbero esserci problemi perchè l’addio di Mbappé lascia ampio spazio anche allo stipendio di chi verrà. Non arriverà un nuovo Mbappé, ma Kvaratskhelia piace a Luis Enrique perchè è un destro sulla fascia sinistra, perchè è un giocatore relativo e perché moltiplica le mutazioni di gioco.
Sebbene ci sia molta tattica anche in Osimhen, l’interesse che era molto forte quest’inverno è andato scemando, almeno mediaticamente, ma potrebbe anche essere una tattica. Fa parte quindi della lista degli obiettivi, ma pare che Osimhen sia attirato dalla Premier e la volontà del giocatore nelle trattative conta.
L’asse Napoli-Psg è fatto di buone relazioni, iniziate con l’arrivo di Lavezzi a Parigi arrivato in punta di piedi diventato poi un’icona di quel periodo. Anche le tifoserie sono molto vicine tanto che spesso ci sono ultras del Napoli nelle curve parigine”.
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