A Radio Serie A – Badri Kvaratskhelia: «Grazie all’Italia per avere accolto Kvara come persona e calciatore». Novità sul futuro

Papà Kvara «Resterà in azzuro»

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La magia è tornata. E lui che farà? Kvaratskhelia figlio, sostiene Badri, cioè Kvaratskhelia padre, alla fine sceglierà Napoli, ancora. « Sono felicissimo dello scudetto del Napoli e che mio figlio Khvicha abbia contribuito a vincerlo. Ringrazio l’Italia e Napoli per averlo accolto e apprezzato come persona, oltre che calciatore. Solo lui potrà scegliere se restare a Napoli in futuro e io rispetterò ogni sua decisione. Secondo me deciderà di continuare a vestire la maglia del Napoli», ha confidato ieri a Radio Serie A.

 

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La magia è tornata, dicevamo. A un certo punto, fingendo nonchalance, deve aver pensato che gli dei congiurassero contro: in quello stadio – ricordate? 50 metri slalomeggiando, poi rasoiata alla giugulare – s’era visto il Kvara più bello, e invece mercoledì sera, un destro murato, un sinistro sbarrato e pure il vento a deviarne il talento. Nel momento più alto della sua serata, quella in cui raccogliendo il talento aveva messo assieme un capolavoro che, completato, avrebbe scatenato il delirio, s’era accorto, o aveva temuto, di dover sfidare la sorte: pallonetto dalla metà campo, si sente l’ohhhh del Mapei che accompagna la traiettoria e poi si vede il pallone sfilare a due centimetri o forse tre oltre la “follia” collettiva. Quando Kvara inventa, è il caso di starsene con le braccia conserte, in silenzio, ad osservare l’arte: e c’è un attimo in cui, uscendo dal letargo, il genio riesplode. Sarà stata una scintilla, oppure gli sarà venuto naturale, perché quelle scelte gli appartengono, nel momento in cui il tiraggiro ha esaltato la sua vena poetica, il Napoli ha sorriso: perché Kvaratskhelia stava tornando, con la sua generosità (l’assist, vabbè si dirà banale), con il suo atletismo, con quella faccia da scugnizzo che ad un certo punto, quasi liberandosi da un peso o dai fantasmi che lo stava assediando, ha tirato una sassata proprio sotto l’incrocio. Set, partita, Kvara, pensando poi alla Juventus, alla madre di tutte le partite, da affrontare con Osimhen al fianco e quel Politano scatenato, giusto un filino più in là, pronti a ragionare di tridente.

 

Fonte: CdS

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