78 anni. Un ragazzo sempiterno, con quell’aria da dolce burbero ma che conosce il calcio come pochi. Non si ferma all’apparenza ma va dritto alla sostanza per risollevare le sorti di una squadra in balìa degli eventi. Nel 2005 raccolse le redini di una nobile decaduta che arrancava in terza categoria, la Serie C1, dopo un mercato che aveva portato gente di categoria superiore, senza aver trovato una coesione, l’amalgama tanto cara al presidente Massimino. S’iniziò da Padova, contro il Cittadella e fu subito storia, solo un triste derby in finale, in un pomeriggio caldo del Partenio ne rallentò l’ascesa; la stagione seguente non ci furono rivali seppur la critica voleva vedere sprazzi di buon calcio, come se fosse necessario in quel momento. Poi venne la Serie B e fu solo un passaggio esaltante, perchè fu subito Serie A nel catino di Marassi, sotto braccio col Grifone. Il resto lo conosciamo bene, con le tre storiche grandi cadute subito al “San Paolo” e sprazzi di bel calcio, con annessa qualificazione europea. L’addio non fu all’altezza della scalata ma se oggi il Napoli ha un ruolo importante lo si deve anche a lui. Tanti auguri Mister Edy Reja dalla redazione del napolionline.

Pensieri in libertà….
A cura di Domenico Rusciano
