Andrea Cannavaro: «L’obiettivo è diventare il nuovo Cannavaro»

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Andrea Cannavaro ha 19 anni e da 19 anni vive con quell’etichetta appiccicata dietro le spalle. Gioca in serie D nel Real Casalnuovo, ed è allenato da Raffaele Esposito.

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«Ma non mi faccio condizionare dal cognome perché attorno ho persone che mi danno i consigli giusti. Anche i compagni mi fanno capire che io sono io e devo pensare solo a me stesso come Andrea Cannavaro, non il figlio di». Queste sono le sue parole riportate dal Mattino.
Suo papà si chiama Fabio e non ha bisogno nemmeno di presentazioni, campione del mondo e Pallone d’oro nel 2006, scudetti, coppe, titoli, fama e gloria. «Io non sono ancora così, ma l’obiettivo è diventare il nuovo Cannavaro».

Difensore centrale come papà, ma la prima cosa che balza all’occhio è la determinazione di un ragazzo che sa di non aver fatto ancora niente e che quel cognome deve diventare uno stimolo a fare meglio e non un alibi a fare meno. «Quando ho iniziato a giocare a calcio quel cognome mi faceva un po’ paura: entravo in campo e sapevo di dover fare per forza bene perché sarei stato giudicato. Crescendo l’ho preso come una motivazione in più, ho cambiato il punto di vista e mi ha dato una mano nei momenti di difficoltà». 
Andrea Cannavaro non ha paura di essere il figlio di Fabio, sta facendo la gavetta in serie D con il Real Casalnuovo dove indossa la maglia numero 55 «Ma ero indeciso con la 28 di zio Paolo». Dopo l’esperienza del 2021 nelle giovanili della Lazio è tornato a Napoli dove vive con i suoi genitori, e ogni domenica butta un occhio verso la tribuna. «Papà non è ancora venuto a vedermi giocare. Ma quando verrà non voglio saperlo, voglio scoprirlo. Devo giocare senza pensieri».
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