Alberto Polverosi Cds): “Colpe evidenti e giustificazioni finite”. Il collettivo del Napoli è andato in tilt

0

Il commento di Alberto Polverosi sul CorrSport:

Factory della Comunicazione

“Al a destra, anzi, ali di destra: Politano per 57 minuti, poi Raspadori, poi Lindstrom, poi Kvaratskhelia. Quattro in tutto. Restiamo a Raspadori: entra dopo mezz’ora al posto di Anguissa, si mette dietro a Osimhen con l’incarico di controllare Bonaventura, poi si sposta a destra, poi fa la mezz’ala e infine chiude alle spalle di Simeone. Passiamo al modulo: via col 4-3-3, si passa al 4-2-3-1, con Zielinski e Lobotka nella posizione dei mediani, si torna al 4-3-3 quando entra Cajuste al posto di Politano e ritorno finale al 4-2-3-1 quando entrano Gaetano, Lindstrom e Simeone, con Raspadori alle spalle del Cholito. L’intero centrocampo titolare sostituito e in mezzo una coppia inedita, Gaetano-Cajuste. Tutto questo in 90 minuti più recupero.  

 

È un caos che, volendo, si può leggere anche con una lente ottimistica: Garcia le ha provate tutte pur di riprendere la partita. Ma la sensazione, per quanto è emerso dal gioco e non solo dal risultato, è che ne abbia provate troppe. L’idea prodotta dai cambi forsennati è quella della grande confusione. Mentre dall’altra parte Italiano ritoccava il proprio assetto migliorandolo, dalla parte vesuviana era il caos totale, con i riferimenti che saltavano uno dopo l’altro, con giocatori che non sapevano più come orientarsi.
Se fino a qualche tempo fa si poteva pensare a un Napoli a metà strada (non è più quello di Spalletti e non è ancora quello di Garcia), oggi bisogna pensare a un Napoli molto confuso, troppo confuso. Non è più a metà strada, sembra ancora all’inizio del suo nuovo cammino. Solo che da quando Garcia ha preso in mano la squadra sono passati tre mesi e non ci sono più giustificazioni. Con onestà intellettuale, l’allenatore francese si è assunto la responsabilità di quest’ultimo disastro. Impossibile sostenere il contrario. Le sue colpe sono evidenti, ma forse è il momento che pure i giocatori prendano coscienza delle eccessive difficoltà che stanno incontrando. Il collettivo del Napoli è andato in tilt, però tranne rari casi (Osimhen e Politano: ma perché sostituirli?), anche individualmente i napoletani hanno perso i duelli diretti. Se Kvaratskhelia riesce a saltare una sola volta un ragazzino del 2004 (anche se di Kayode ne sentiremo parlare per anni) qualche problema c’è; se Bonaventura scaccia via tutti i suoi marcatori, a cominciare da Raspadori, idem; se Lobotka fa la metà della metà del gioco di Arthur, lo stesso. Presa di coscienza, questo serve al Napoli. E chissà se basta”.
Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

For security, use of Google's reCAPTCHA service is required which is subject to the Google Privacy Policy and Terms of Use.