Avv. Grassani (SSC Napoli): «Già assolti nei tribunali sportivi e il caso Orsolini è un precedente»

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Aurelio indagato per l’affare Osimhen, come se non bastassero i problemi di campo. Per molti la notifica della Procura di Roma è stata un fulmine a ciel sereno in un clima già tempestoso, mentre per l’avvocato Mattia Grassani, storico legale dei partenopei, si tratta del classico «tanto rumore per nulla». Dopo le perquisizioni di giugno 2022 a Castel Volturno e negli uffici della FilmAuro, le proroghe richieste dai pm napoletani e la necessità di inviare il fascicolo nella Capitale «per competenza», ieri ADL è stato indagato «per l’ipotesi di reato di falso in bilancio». La procura della Figc formulerà una richiesta di accesso agli atti, ma è probabile che il fascicolo arrivi in via Campania solamente al termine delle indagini della magistratura ordinaria. E a quel punto si valuterà se esistono elementi per riportare la vicenda nelle aule sportive, dove si sono consumati già due giudizi. Proprio come avvenne con la Juventus.

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Avvocato, il Napoli è sereno? 
«Serenissimo. Chiariamolo subito: non esiste una nuova indagine penale che riguarda De Laurentiis. I magistrati di Napoli hanno aperto tempo fa un’indagine sull’affare Osimhen, acquistato nel 2020 dal Lilla e valutato circa 70 milioni, di cui 50 pagati subito e 20 in contropartite. A Napoli l’indagine riguardava i reati di dichiarazione fraudolenta e di falso in bilancio. La prima imputazione è stata ritenuta non meritevole di approfondimento. Rimarrebbe dunque il falso in bilancio».
 
Perché si è attivata la procura di Roma?
«Perché il bilancio del Napoli, come quello del Bari, è approvato a Roma, dove ha sede la FilmAuro. Si tratta di un atto dovuto. Ma in tema di plusvalenze c’è un precedente recentissimo che sarà un punto di riferimento».

Il caso Orsolini? 
«Esatto. A fine agosto il Bologna è stato prosciolto dalla stessa imputazione, cioè il reato falso in bilancio, per il trasferimento di Orsolini dalla Juventus al club rossoblù. Questo sarà, secondo me, un filo conduttore anche per quanto riguarda le indagini Prisma ancora in corso». 

Bologna ha archiviato. E le altre?
«Quelle di Modena, Genova, Cagliari, Udine e Bergamo potranno seguire lo stesso percorso di Bologna. In egual modo può concludersi la vicenda Osimhen, che non c’entra nulla con i fatti imputati alla Juve».

Sulla questione Osimhen è già maturato un giudizio sportivo. E ora?
«Il Napoli e il suo presidente sono stati prosciolti sia dal tribunale federale sia dalla Corte d’Appello. La plusvalenza Osimhen è destinata a produrre effetti pari a zero a livello sportivo».  

E se ci fossero nuovi elementi? Prisma ha riportato la Juve nei tribunali sportivi dopo le stesse due assoluzioni… 
«È un ragionamento per ora astratto. A Roma c’è un fascicoletto spesso meno di un centimetro, rispetto al quale i magistrati devono ancora farsi un’opinione. E poi eventualmente condurre indagini, interrogare testimoni, disporre perizie. E magari chiedere rogatorie alla magistratura francese, visto che si tratta di un’operazione transnazionale col Lilla. E se alla fine di tutto di questo ci saranno i presupposti per ritenere De Laurentiis e il Napoli colpevoli, sempre che l’eventuale condanna sia basata su fatti e prove nuove rispetto a quelli che hanno portato a due proscioglimenti, allora la procura Figc può riaprire. Ma è una costruzione artificiosa e i tempi sono lunghissimi».

 

Fonte: CdS

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