Gli indicatori più importanti dell’ultimo calciomercato tendono in maniera netta verso il segno più. La fotografia arriva dalla quinta edizione del Report Fifa sui trasferimenti internazionali perfezionati dall’1 luglio all’1 settembre, sessione estiva in cui si è concentrata tutta la forza d’urto di un fenomeno dirompente come quello saudita. I 10.125 trasferimenti registrati a livello globale (+2,2% rispetto a un anno fa) hanno generato un giro d’affari da 7,36 miliardi di dollari con un sorpasso netto rispetto al record precedente (5,8 miliardi nel 2019) e un volume di spesa in cartellini salito del 47,2% rispetto al 2022. Nei precedenti report curati dalla Fifa non c’è traccia di simili primati.
È stata l’estate delle cifre astronomiche sborsate in Europa per i vari Bellingham, Kane, Kolo Muani, Caicedo e Rice, ma è stata soprattutto l’estate dello shopping irrefrenabile condotto dall’Arabia Saudita, secondo Paese per investimenti internazionali nella sessione appena conclusa. Un totale di 875,4 miliardi messi a referto al 1 settembre, pur avendo poi chiuso le operazioni soltanto giovedì scorso rispetto a quanto avvenuto in Europa. Inevitabilmente al primo posto per investimenti c’è un altro gigante, la Premier League, arrivata a spendere 1,98 miliardi.
ITALIA QUINTA.
In termini di spese l’Italia è quinta (711 milioni per 298 trasferimenti) mentre è quarta a livello di incassi (886 milioni). A fronte di un export da 6,63 miliardi, tutte le federazioni Uefa hanno investito 6,01 miliardi all’estero e per la prima volta si è registrato un esborso superiore al 10% registrato da una federazione extra Uefa. Merito, ancora una volta, dell’Arabia Saudita che ha portato l’AFC a un’inedita spesa totale di 1,03 miliardi di dollari. Con una torta allargatasi a dismisura, risulta ancor più grande anche la fetta per gli agenti, la cui voce per le commissioni è balzata alla quota record di 696,6 milioni, pari al 9,5% della spesa totale.
Rispetto a un anno fa è salita al +63,8% mentre dieci anni fa, nel 2013, le spese per i procuratori erano appena il 5,8% del totale dei trasferimenti internazionali. In compenso, stando ai dati, si punta sempre più sui giovani visto che più della metà del totale delle operazioni – il 52,8% – ha visto un calciatore tra i 18 e i 23 anni. Piuttosto rilevante anche il mercato relativo agli svincolati in quanto il 56,6% dei trasferimenti ha riguardato trasferimenti a parametro zero, rispetto al 19,3% delle operazioni andate in porto a titolo definitivo.
