Per Elmas Macedonia/Italia sarà la sua partita del cuore: “Luciano Spalletti? Non dimenticherò mai questo nome”

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La partita del cuore comincia tanto ma tanto tempo fa, e nessuno avrebbe sospettato l’8 luglio del 2021, che poi sarebbe finita così, ritrovandosi uno contro l’altro, però stretti dentro un abbraccio che sa di loro. «Giocare contro di lui sarà difficile. È un uomo vero, con un carattere enorme: sono sempre stato disponibile con lui, perché io l’ho sempre visto come un papà». Nel momento in cui Elif Elmas incrocerà Luciano Spalletti, il tempo si fermerà, la memoria resterà sospesa e in quel labirinto ci si perderà tra date e lacrime, tra Udine e un biennio ch’è stato il loro: «Stavamo insieme tutti i giorni, mi ha fatto vincere uno scudetto e per uno come me che viene dalla Macedonia è qualcosa di gigantesco. Non dimenticherò mai il nome di Luciano Spalletti».
FormazioniE non avrà dimenticato neanche i più pallidi dettagli di un’epoca piena di calcio spettacolare, un manifesto portato in giro per l’Europa che ha appartenuto al Napoli, quindi ad entrambi. Spesso, molto spesso, quando le partite cominciavano, Elif Elmas se ne stava in panchina, per un po’ anche imbronciato, poi gli fu chiaro che in questo calcio moderno – cinque cambi e neanche la possibilità di rifiatare – il dodicesimo uomo era già stato scelto e che quei tredici gol, spalmati tra il 2021 e il 2023, avrebbero rappresentato riconoscenza e gratitudine. «Io lo conosco molto bene e so che lui conosce benissimo gli avversari, tutti. Sarà un’esperienza per noi e vincere sarebbe bellissimo». E per dimenticare la mattanza con l’Inghilterra e quei sette gol, diventerà una vigilia lunghissima, perché sarà anche banale sospettare che Milevski «investa» Elmas di varie responsabilità, e diventerà inevitabile per quella che è «stata la luce dei miei occhi» – quelli di Luciano Spalletti – possa servire l’aiuto di una amabile spia per andare a vedere dove magari non verrebbe il sospetto di intrufolarsi: «Noi come Macedonia stiamo bene, è un onore giocare contro l’Italia. Lo conosco bene, come conosco ognuno dei calciatori. So che faranno gli inserimenti che facevamo noi, so che si affiderà a quei tagli, so che ha scelto giocatori di qualità e di personalità. Vorrà una Nazionale che somigli al Napoli, che pressi alto e che giochi bene il pallone, con possesso ed aggressività. Sarà un Ct di altissimo livello». I figli «so piezz ‘e core» però pure i padri (adottivi)…Fonte: CdS

 

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