Visione da “10”, qualcuno ha già paragonato Lobotka a Modric

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Comunque a quel tipo di giocatore, vedi ieri Pirlo in Nazionale come nei club (intuizione di Carletto Mazzone), oppure oggi quello che sta diventando Calhanoglu all’Inter. Cioè parliamo di calciatori nati come rifinitori e dunque con grande qualità nell’ultimo passaggio, nella rifinitura, che nel tempo hanno arretrato il proprio raggio d’azione, senza però nulla togliere a quella fantasia e imprevedibilità nella giocata, fondamentale per qualsiasi squadra. Ebbene, Lobotka ormai viene marcato con delle vere e proprie gabbie, ma ciò non gli impedisce appena può di alzare il suo baricentro e a lanciare i compagni. L’azione che sblocca la partita di Francoforte è emblematica per come lo slovacco faccia diventare in apparenza semplice una situazione complessa. E cioè chiudere lo spazio sulla trequarti a Goetze, rubargli palla e darla in verticale coi giri giusti a Lozano, che poi servirà Osimhen per l’1-0. Il tutto in una frazione di secondo, senza consentire all’avversario di ragionare e potersi sistemare in fase difensiva. Quando nel primo quarto d’ora l’Eintracht aveva messo su “gabbie” efficaci su lui e Kvara, lo stesso Lobotka ha spostato le giocate su Lozano, premiato poi migliore in campo. Genio. Fonte: Gazzetta

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