Plusvalenze, nuove regole: il Governo cambia la tassazione

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Mentre il caso Juventus continua a far discutere, il governo passa dalle parole ai fatti e cambia il sistema di tassazione. Opportunità di ripartire il reddito della plusvalenza realizzata in un’operazione di mercato in un massimo di cinque anni, rateizzando dunque anche la sua tassazione. Finora le società sportive professionistiche potevano dilazionare il peso fiscale delle plusvalenze relative alla cessione di un giocatore che il club possedeva anche da una sola stagione; con l’approvazione dell’emendamento (il cui testo finirà martedì in Commissione Affari Costituzionali per poi essere votato dopo le elezioni regionali del 12 e 13 febbraio) la rateizzazione sarà invece permessa «solo se il bene che l’ha originata (il calciatore, ndr) sia posseduto da almeno 3 anni», condizione già presente per tutte le aziende italiane. Il secondo intervento si concentra sulla diffusa pratica dello scambio di giocatori. Vista la difficoltà nel poter rendere «oggettivo» il valore di un calciatore, il governo ha scelto di puntare su un effetto indiretto. La rateizzazione sarà permessa «solo per la quota parte proporzionalmente corrispondente al corrispettivo in denaro», ovvero solo per quanto versato “cash” per il trasferimento del giocatore. Mentre «la quota parte residua», dunque il controvalore di un giocatore rientrato nella stessa operazione, «va assoggettata a tassazione nell’esercizio in cui è realizzata». In pratica tutto quello che non è chiaramente quantificabile in moneta, non si potrà rateizzare e sarà tassato subito. Un altro buon disincentivo a transazioni ipervalutate senza flusso di cassa. La Figc, che ha sempre parlato dell’esigenza di una regolarizzazione delle plusvalenze, ha accolto con soddisfazione l’iniziativa.
Fonte: GdS

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