Avv. Chiacchio: “Per il “caso” Osimhen, il Napoli ha un giudicato definitivo per effetto di due sentenze”

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A Radio CRC nel corso della trasmissione “Si Gonfia la Rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Eduardo Chiacchio, avvocato

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“La sentenza sul caso plusvalenze? La Corte Federale d’Appello è stata molto precisa, le società coinvolte non sono state condannate perché erano state coinvolte per una o massimo due operazioni e quindi non facevano parte del cosiddetto sistema posto in essere dalla Juventus. Per una sola operazione o per isolati trasferimenti con annesse plusvalenze non si può condannare. Il secondo motivo è quello che eccetto casi isolati come quello della Sampdoria, altri dirigenti non sono coinvolti nè nelle intercettazioni nè nei manoscritti. Si trattava di centinaia di intercettazioni interne di persone appartenenti al gruppo juventino. Se non c’è una confessione o un’intercettazione, non si può essere condannati. Si è arrivati ad un giudicato non solo definitivo, ma ad un giudicato anche per il senso del ricorso per revocazione. Questi fatti contestati hanno giudicato definitivamente. Io ritengo che nei confronti di questi otto club sia stata messa la parola fine. Oggi quando si trasferisce un calciatore non ci sono dei parametri da osservare e quindi in assenza di parametri di riferimento non è possibile contestare una plusvalenza a meno che non ci siano intercettazioni o manoscritti come nel caso Juventus. Quel famoso libro nero ha costituito un fondamentale per la severità della condanna. La questione Osimhen? Il Napoli ha un giudicato definitivo per effetto di due sentenze: una del tribunale e l’altra della Corte Federale d’Appello. Se non emergono fatti nuovi non si potrà mai agire nei confronti del Napoli e il Procuratore Federale potrà agire solo con un ricorso per revocazione che per la Juventus è stato possibile solo perché sono emersi fatti nuovi con delle intercettazioni che erano tantissime addirittura nell’ordine di centinaia, quindi il ricorso per revocazione, che è una cosa non comune, è stato accolto. Io ritengo che quando vengono richiesti altri sei mesi di proroga delle indagini l’attività investigativa non ha prodotto risultati rilevanti. Mi sento tranquillo e si potrà agire solo per ricorso per revocazione perché non si può essere giudicati due volte per la stessa cosa. Il processo per falso in bilancio riguardante la Juventus? Per la cosiddetta manovra stipendi con le rinunce per le quali per quanto abbiamo letto sui giornali esistono delle prove, la Procura Federale ha chiesto altri 40 giorni di proroga per come ho letto e ritengo che la Juventus vada a giudizio. Non sono convinto che la sanzione sia pesante o più pesante di quella già erogata. Trattandosi di un medesimo disegno non si può essere condannati con la stessa pena e con la stessa misura per varie fattispecie. A mio avviso con la manovra stipendi ci sarà una pena inferiore perché non abbiamo gli atti. In questo caso si applica il principio della continuazione, ma vedremo cosa succederà”.
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